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  • giovedì 1 agosto 2013

La condanna ad Ariel Castro

L'uomo del sequestro di Cleveland ha detto di non essere un mostro, ma di essere solo malato: dovrà scontare l'ergastolo

Ariel Castro, l’uomo accusato di aver sequestrato per dieci anni tre donne a Cleveland, in Ohio, è stato condannato giovedì 1 agosto all’ergastolo senza condizionale, a cui si aggiungono 1000 anni di carcere. La pena era stata patteggiata nei giorni scorsi tra l’accusa e la difesa: Castro aveva accettato di non beneficiare della possibilità di uscire prima per buona condotta e in cambio aveva ottenuto di evitare la condanna a morte.

In tribunale Castro ha fatto una dichiarazione che è stata molto ripresa dalla stampa di tutto il mondo. Ha detto: «Queste persone stanno cercando di descrivermi come un mostro. Io non sono un mostro, sono malato». Castro ha aggiunto di avere dipendenza alla masturbazione e alla pornografia, e ha parlato anche della bambina di 6 anni nata durante la prigionia, figlia dello stesso Castro e di Amanda Berry, una delle tre donne recluse – la paternità era stata ufficializzata dagli investigatori dopo un test del DNA. Castro ha detto: «Lei probabilmente dirà, “Mio padre è il miglior padre del mondo”. Perché così ho cercato di crescerla in questi 6 anni. Lei non può essere traumatizzata, o qualcosa di simile».

Durante l’udienza di giovedì ha parlato anche Michelle Knight, una delle tre donne sequestrate da Castro che durante la prigionia è stata picchiata e privata di cibo per dei giorni interi, fino a che le violenze non l’hanno portata ad abortire. La testimonianza di Knight è stata molto commovente ed emozionante: «Ho pianto ogni notte, ero così sola», ha detto Knight riferendosi al periodo della prigionia. «Gli anni sono diventati un’eternità. […]. Ho passato 11 anni all’inferno, ora il tuo inferno è appena iniziato» ha aggiunto la donna rivolgendosi a Castro.

Il giudice che ha letto la sentenza definitiva, Michael Russo, ha commentato molto duramente ciò che ha fatto Castro, dicendo che non c’è spazio nel mondo per le persone che schiavizzano altre persone.

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