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Coca-Cola vende meno del previsto

Le vendite sono andate male soprattutto in Nordamerica ed Europa, secondo la società è colpa della crisi e di una primavera alquanto fredda

Coca-Cola Company, la più grande società del mondo nella produzione di bevande analcoliche, ha presentato martedì 16 luglio i risultati del secondo trimestre del 2013: le vendite sono state più basse del previsto, un risultato che è stato spiegato dalla società con la crisi economica globale e con il tempo atmosferico particolarmente freddo e umido che ha abbassato la domanda in diversi paesi.

La crescita delle vendite è stata dell’1 per cento a livello globale, inferiore alle aspettative. Più nello specifico, le vendite sono calate dell’1 per cento in Nordamerica e del 4 per cento in Europa, ma sono aumentate del 2 per cento in America Latina, del 9 per cento in Africa e Asia e del 2 per cento nella regione del Pacifico.

Anche i ricavi sono stati inferiori al previsto, fermandosi a 12,75 miliardi di dollari (9,7 miliardi di euro) invece degli attesi 12,96. I profitti del gruppo sono calati del 4 per cento rispetto all’anno precedente, arrivando a 2,68 miliardi di dollari (2,04 miliardi di euro).

La società, attraverso il suo amministratore delegato Muhtar Kent, ha detto che nel secondo trimestre 2013 c’è stata un’inattesa coincidenza di eventi che spiegano i risultati insoddisfacenti: tra questi ha elencato una primavera particolarmente fredda negli Stati Uniti (la stessa che forse ha qualcosa a che fare con il calo degli omicidi di Chicago), l’arrivo anticipato del monsone in India (Kent ha ricordato che lo scorso anno il monsone arrivò tardi e le vendite furono molto alte) e le grandi alluvioni in Europa centrale tra la fine di maggio e i primi di giugno (il secondo trimestre termina il 28 giugno).

Muhtar Kent, che ha 60 anni ed è amministratore delegato di Coca-Cola dal 2008, ha detto che nella seconda metà del 2013 i risultati miglioreranno, visto anche che i dati atmosferici sono simili a quelli dello scorso anno. A differenza di altre società, Coca-Cola rende note e commenta le proprie previsioni di crescita trimestrali solo dopo la pubblicazione dei dati reali, tuttavia i suoi dirigenti hanno detto che nel 2013 si attende una crescita molto vicina agli “obiettivi a lungo termine” della società.

Dopo l’annuncio dei risultati, il titolo di Coca-Cola Company è calato dell’1,4 per cento alla borsa di Wall Street, fino a raggiungere i 40,42 dollari ad azione. Il gruppo storicamente rivale di Coca-Cola, PepsiCo, annuncerà i risultati del secondo trimestre il prossimo 24 luglio: nella prima metà di quest’anno però le sue azioni sono andate meglio di Coca-Cola, con un aumento del 24 per cento circa, mentre quelle della società concorrente sono aumentate del 13 per cento.

Un analista citato da Reuters ha detto che nel prossimo futuro si capirà se la crescita delle vendite del gruppo Coca-Cola inferiore alle aspettative è realmente l’effetto della crisi mondiale e del tempo atmosferico, oppure se è un segno di difficoltà più serie a causa della concorrenza e di un cambiamento dei gusti dei consumatori, meno attratti da bevande molto caloriche. Bloomberg ricorda che negli Stati Uniti molte amministrazioni locali stanno cercando di intervenire sul problema degli alti livelli di obesità nel paese con tasse e restrizioni sul consumo di bevande molto zuccherine, come nel caso della discussa misura approvata dalla città di New York a settembre dello scorso anno.

Foto: Soe Than WIN/AFP/GettyImages