Cosa succede all’industria degli elettrodomestici

Che da tutto il mondo si sta spostando in Polonia, spiega Dario Di Vico, e anche dall'Italia

Dario Di Vico racconta oggi sul Corriere che l’industria europea degli elettrodomestici si sta spostando anno dopo anno in Polonia, in “una sorta di specializzazione territoriale”, chiudendo diversi stabilimenti in tutta Europa. Il cambiamento nella produzione di frigoriferi e lavatrici è particolarmente sensibile per l’Italia, dove si trovano molte fabbriche del settore: bisogna quindi, scrive Di Vico, “inventare qualcosa di nuovo” per sfruttare i vantaggi di competenze che rimangono ancora all’industria italiana degli elettrodomestici.

Alla fine del 2013 i dati certificheranno che l’industria polacca degli elettrodomestici avrà superato l’Italia in volumi di produzione attorno a quota 8-8,5 milioni di pezzi. Il distacco dovrebbe aumentare se, come annunciato, sia l’Indesit sia la Whirlpool sposteranno altre produzioni dal centro e del nord dell’Italia e le porteranno nel Paese di Lech Walesa. Entrambe le aziende seguono un preciso indirizzo di politica industriale, operano infatti una sorta di specializzazione territoriale. Lasceranno da noi i prodotti da incasso e in generale quelli a maggior valore aggiunto, trasferiranno nel Baltico il mero assemblaggio di lavatrici e frigoriferi. Su questa linea venerdì scorso la Whirlpool ha annunciato che chiuderà un intero impianto, quello di Spini in Trentino (poco meno di 500 addetti) in favore del distretto di Wroclaw. In Polonia l’Indesit e gli americani sono già presenti e con loro un lungo elenco di produttori con differente passaporto.

(continua a leggere [PDF] sulla rassegna stampa dell’Istituto Treccani)