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  • lunedì 3 Giugno 2013

Steven Seagal, facilitatore diplomatico

Ha fatto da guida a una delegazione di parlamentari statunitensi in visita in Russia, dato che è molto amico di Putin e del presidente ceceno Kadyrov

Ieri, domenica 2 giugno, si è conclusa la visita ufficiale di alcuni parlamentari statunitensi in Russia: la delegazione era composta da sei membri del Congresso, due democratici e quattro repubblicani – compresa Michele Bachmann – ed era guidata da Dana Rohrabacher, un navigato repubblicano che presiede la sottocommissione del Congresso per gli Affari Esteri europei, ex speechwriter di Ronald Reagan. Alla missione diplomatica ha partecipato anche l’attore Steven Seagal, in veste di “facilitatore”: Seagal è infatti piuttosto amico sia del presidente russo Vladimir Putin sia di Ramzan Kadyrov, il 36enne presidente della Cecenia, considerato molto vicino a Putin e più volte accusato di vari atti di repressione nei confronti di suoi avversari politici, fra cui rapimenti, torture e omicidi.

L’obiettivo del viaggio diplomatico – il primo dopo il Magnitsky Actuna legge per limitare l’ingresso negli Stati Uniti dei cittadini russi accusati di violazione dei diritti umani, che fece arrabbiare parecchio Putin – era chiarire alcune “incomprensioni” fra FBI e FSB, le agenzie di sicurezza e intelligence di Stati Uniti e Russia, relative allo scambio di informazioni riguardo uno dei due presunti responsabili dell’attentato di Boston, il ceceno Dzhokhar Tsarnaev. Secondo ABCnews nei mesi precedenti all’attentato l’FBI non avrebbe prestato sufficiente attenzione a un rapporto inviatogli dall’FSB secondo cui Tsarnaev aveva avuto rapporti con gruppi terroristici, mentre nei mesi successivi l’FSB non avrebbe collaborato ad alcune indagini dell’FBI riguardanti lo stesso Tsanaev.

Non è chiaro quali siano stati i luoghi visitati dalla delegazione, sebbene Rohrabacher abbia dichiarato che i parlamentari non siano andati in Cecenia, ufficialmente perchè la visita non era stata prevista e avrebbero dovuto viaggiare sul jet privato di Steven Seagal – cosa proibita dalle regole di sicurezza del Congresso. Secondo il Washington Post in realtà la visita in Cecenia è stata evitata a causa della pessima reputazione del suo presidente Kadyrov. Nel corso della conferenza stampa di ieri Rohrabacher ha comunque ammesso che nel corso del viaggio diplomatico la delegazione non ha scoperto «nulla di specifico» riguardo la ventilata possibile prevenzione dell’attentato di Boston.

Sì, ok, ma che c’entra Steven Seagal?
Rohrabacher ha dichiarato che alcuni incontri della delegazione sono stati possibili grazie ai contatti forniti da Steven Seagal. Seagal è un attore, produttore e musicista americano di 61 anni diventato famoso per aver recitato in molti film d’azione, tutti piuttosto simili, in cui spesso interpreta la parte di un poliziotto/agente speciale/detective spaccone esperto di armi da fuoco e arti marziali. Reuters riporta che Seagal è un attore molto noto in Russia, e che negli ultimi tempi si è avvicinato al presidente Vladimir Putin. Nel marzo del 2013 Seagal e Putin hanno partecipato a un evento per sensibilizzare i giovani russi a praticare attività fisica.

Seagal è inoltre amico di Ramzan Kadyrov, il presidente ceceno più volte accusato di repressione e abusi fra cui, secondo il New York Times, l’aver personalmente torturato e ucciso un membro della sua scorta personale. Associated Press riporta che Seagal abbia recentemente dichiarato a proposito di Kadyrov:«Tutte queste accuse che gli fanno… c’è qualche prova concreta? È mai stato incriminato ufficialmente?»

Nel corso della sua ultima visita in Russia, Seagal si è anche fatto fotografare con i figli di Kadyrov – la foto è stata poi pubblicata sul profilo ufficiale di Instagram di Kadyrov – ed è apparso assieme a lui in un video mentre balla quella che sembra una tipica danza cecena.

I repubblicani e la Russia
Storicamente c’è sempre stata una certa ostilità da parte dei repubblicani nei confronti dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi: alcuni presidenti in passato sono stati eletti anche grazie al loro atteggiamento dichiaratamente contrario a qualsiasi forma di riconoscimento politico dell’URSS, e in generale capita ancora oggi che la destra americana utilizzi la retorica anti-russa del passato.

Secondo alcuni repubblicani, però, la Russia potrebbe diventare nei prossimi tempi un importante alleato americano nella lotta al terrorismo islamico, con particolare riferimento alla Cecenia, regione della Russia della quale erano originari i due presunti attentatori di Boston. «Noi siamo contro il terrosismo islamico. Chiunque si schieri contro i nostri nemici salva delle vite umane», ha dichiarato Steve King, un deputato repubblicano dell’Iowa che ha fatto parte della delegazione. Recentemente anche Sarah Palin, ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti, ha detto ad ABCnews che gli Stati Uniti potrebbero dover sostenere una guerra assieme alla Russia per difendere la Georgia.

Sul tema già in passato aveva insistito molto Dana Rohrabacher, il capo della delegazione, dichiarando che al giorno d’oggi bisogna superare «l’atteggiamento da Guerra Fredda» fra Stati Uniti e Russia. Nel marzo del 2012 Rohrabacher fece questo discorso molto controverso alla commissione Affari Esteri del Congresso, ribadendo la sua posizione sul tema:

“Quando io chiesi di avere una lista dei prigionieri politici e dei giornalisti che sono stati assassinati [in Russia], capii che tutto ciò riguardava la lotta all’Islam radicale. Ora, io penso sia giusto che gli americani lo sappiano. Penso sia giusto dire “ok, hanno una serie di prigionieri a causa della lotta all’Islam radicale”, ma agli americani viene fatto credere che i prigionieri politici siano tutti dei riformisti democratici che protestano in piazza contro Putin. […] Noi dovremmo essere i migliori alleati della Russia nei confronti della minaccia cinese e di quella dell’Islam radicale.”

A sinistra il deputato repubblicano Dana Rohrabacher, al centro il deputato democratico Steve Cohen, a destra l’attore Steven Seagal foto:AP Photo/Alexander Zemlianichenko