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  • lunedì 3 giugno 2013

La Palestina ha un nuovo primo ministro

Si chiama Rami Hamdallah, è indipendente ma vicino a Fatah: dovrà tentare di risollevare l'economia palestinese (e trattare con Hamas, naturalmente)

Domenica 2 giugno il presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, ha nominato un nuovo primo ministro: è Rami Hamdallah, che ha preso il posto di Salam Fayyad. Rami Hamdallah è poco conosciuto fuori dei territori palestinesi, ha 55 anni, è un linguista che ha studiato alla British Lancaster in Gran Bretagna, ed è presidente dal 1998 dell’università Al-Najah a Nablus, in Cisgiordania, dove è nato. È anche segretario generale della commissione elettorale centrale. Come il suo predecessore, Hamdallah non è formalmente legato a nessuno dei movimenti politici palestinesi: viene però considerato vicino a Fatah, il movimento del presidente Abbas attualmente al potere in Cisgiordania. Di fatto la Striscia di Gaza è invece governata da Hamas, il partito rivale di Fatah.

La nomina di Rami Hamdallah è stata fatta l’ultimo giorno del termine legale – stabilito in cinque settimane – per trovare un successore a Salam Fayyad, che era rimasto in carica fino a ieri per assolvere gli affari correnti dopo aver dato le dimissioni lo scorso 1o aprile, a seguito di un disaccordo con il presidente Abbas. Le divergenze tra Abbas e Fayyad, un economista indipendente molto apprezzato dalla comunità internazionale, erano iniziate nel settembre dello scorso anno, quando la politica economica e fiscale del primo ministro aveva iniziato a essere messa in discussione e contestata in una serie di proteste organizzate dai leader di Fatah.

Fayyad era stato inizialmente in grado di rilanciare l’economia palestinese, ma la situazione si era complicata quando, a seguito di una serie di tagli dei fondi occidentali e di blocchi israeliani sui trasferimenti di denaro, gli stipendi dei dipendenti pubblici palestinesi non potevano più essere pagati. C’erano state delle manifestazioni di protesta e Fatah, il partito di Abbas, aveva accusato Fayyad di non aver saputo anticipare la situazione e farvi fronte. A marzo si era dimesso il ministro delle Finanze, Nabil Qassis, nominato da Fayyad che a sua volta aveva deciso di lasciare l’incarico.

Entro le prossime sei settimane, Rami Hamdallah avrà il compito di formare il nuovo governo, ma ha già annunciato che «la maggior parte dei ministri del governo uscente rimarranno in carica» mentre sarà nominato un nuovo ministro delle Finanze. Fatah e Hamas hanno tentato più volte di sanare la loro frattura: le divergenze in gran parte riguardano la politica nei confronti di Israele. Hamas rifiuta qualsiasi riconoscimento dello Stato ebraico, mentre Abbas – capo di Fatah – ha firmato un accordo con Israele nel 1993.

Le due fazioni avevano accolto le dimissioni di Fayyad come un’opportunità per applicare le intese raggiunte al Cairo tra l’aprile e il maggio del 2011 e a Doha nel febbraio del 2012. Gli accordi presi al Cairo e a Doha prevedevano la nascita di un governo di unità nazionale incaricato di organizzare nuove elezioni entro tre mesi. Le scadenze fissate in quelle occasioni erano rimaste di fatto inapplicate e la nomina del nuovo primo ministro da parte di Mahmoud Abbas è stato interpretato da Hamas come un nuovo tentativo di rinviare gli accordi. Fawzi Barhoum, portavoce del movimento palestinese Hamas, ha dichiarato: «Abbas avrebbe dovuto promuovere la riconciliazione raggiunta lo scorso mese, piuttosto che nominare un proprio candidato indipendente come primo ministro. Il gruppo giudica la nomina di Hamdallah “illegale”».

Foto: Rami Hamdallah, presidente dell’università di al-Najah
nel giugno del 2011 (AP Photo/Nasser Ishtayeh)

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