Filippo Penati, il telefono e la prescrizione

Mercoledì 22 maggio i pubblici ministeri Walter Mapelli e Franca Macchia, della procura di Monza, hanno richiesto la prescrizione per il reato di concussione contestato a Filippo Penati per la vicenda legata a un’area del comune di Sesto San Giovanni definita “area Falck”. Come sindaco di Sesto fino al 2001, Penati secondo le accuse avrebbe favorito alcuni privati e società concedendo permessi edili in cambio di denaro e finanziamenti.

Filippo Penati, che è anche stato anche presidente della provincia di Milano dal 2004 al 2009, ex coordinatore della segreteria di Pier Luigi Bersani al Partito Democratico e, fino al 2011, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, ieri non era presente in aula. Al momento di dichiarare la prescrizione, il giudice aveva chiesto all’avvocato difensore se Penati avesse intenzione di presentarsi per dichiarare la sua eventuale rinuncia. L’udienza è stata sospesa e l’avvocato è uscito per contattare Penati. Quando è rientrato in aula ha detto: «Penati non c’è ed io non posso al momento assumere la responsabilità di una sua decisione a riguardo». Il Tribunale ha quindi dichiarato la prescrizione.

Oggi c’è un’intervista a Filippo Penati su Repubblica. E quando il giornalista gli chiede se ha ricevuto la chiamata dell’avvocato, lui risponde:

«Non mi ha trovato, ero impegnato»

A carico di Penati restano le accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti relativi alla cosiddetta “operazione Serravalle”: la provincia di Milano aveva acquistato nel 2005 il 15 per cento della società che possiede l’autostrada A7 Milano-Serravalle dall’imprenditore Marcellino Gavio, azionista di minoranza, facendogli incassare in pochissimo tempo una plusvalenza pari a 179 milioni. L’affare sarebbe stato accompagnato dal versamento di una tangente a favore di Penati.

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