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  • mercoledì 8 maggio 2013

Il Delaware ha legalizzato i matrimoni gay

Si tratta dell'undicesimo stato americano, e in settimana è atteso anche il voto del Minnesota

Il Delaware, stato orientale degli Stati Uniti, ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, che si potranno celebrare a partire dal prossimo 1 luglio. Lo scorso 23 aprile il disegno di legge era passato alla Camera dei rappresentanti ottenendo 23 sì e 18 no. Ieri, martedì 7 maggio, è stato approvato anche dal Senato con 12 voti a favore e 9 contrari e subito dopo il governatore democratico Jack Markell, che si era sempre pronunciato a favore, ha firmato il testo.

Karen Peterson, una senatrice democratica, poco prima del voto ha dichiarato in aula che aveva vissuto con una partner donna per 24 anni: «Se la mia felicità in qualche modo svilisce o diminuisce il vostro matrimonio, allora avete bisogno di lavorare sul vostro matrimonio». Il governatore Jack Markell ha detto che «è un grande giorno per il Delaware» e passando davanti a una folla di attivisti ha aggiunto: «vado subito a firmare questo disegno di legge, non ho intenzione di far aspettare qualcuno di voi un minuto di più».

Il Delaware è l’undicesimo stato americano a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso dopo Connecticut, Massachusetts, New Hampshire, Vermont, New York e Iowa. La scorsa settimana era stato il Rhode Island ad autorizzarli e lo scorso autunno, con dei referendum, Maine, Maryland e lo stato di Washington. Questa settimana, giovedì 9 maggio, si voterà anche in Minnesota, mentre in Illinois il Senato ha approvato il disegno di legge ma non ha ancora programmato una data per il voto alla Camera. Questa infografica di USA Today descrive bene la situazione.

A fine giugno, inoltre, la Corte suprema dovrà pronunciarsi sui matrimoni gay in riferimento a due ricorsi accolti nel dicembre scorso, con la possibilità di introdurre delle novità giuridiche molto importanti. Il primo riguarda una sentenza della Corte d’appello federale di San Francisco che ha stabilito che uno stato non ha il diritto di togliere i diritti acquisiti dalle coppie omosessuali sposate. In California, infatti, una legge del 2008 approvata con referendum, la cosiddetta Proposition 8, aveva vietato il matrimonio tra omosessuali che invece era stato garantito fino a quel momento dalla Corte suprema californiana, facendo così prevalere la legge dello stato sulla sentenza.

Il secondo ricorso riguarda invece una legge federale: il Defence of Marriage Act (DOMA), firmata nel 1996 e sostenuta dall’allora presidente Bill Clinton. Questa legge, definendo “matrimonio” solo quello tra un uomo e una donna, stabilisce che il vincolo di reciprocità che lega gli stati americani (e che permette il riconoscimento di una serie di diritti indipendentemente dallo stato) valga solo per le coppie sposate eterosessuali, relativamente al matrimonio. La legge sarebbe però in contrasto con quelle degli stati in cui il matrimonio omosessuale è legale, ed esclude le coppie gay da una serie di diritti. Se il parere della Corte sarà positivo, alle coppie gay saranno garantiti i diritti del matrimonio anche negli stati dove i matrimoni gay sono ancora illegali.

Foto: alcuni sostenitori del matrimoni gay assistono al voto del Senato, 7 maggio 2013 (AP Photo/The Wilmington News-Journal, Gary Emeigh)

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