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  • martedì 7 Maggio 2013

Le tre donne ritrovate a Cleveland

Una storia che sta occupando tutte le news americane: erano sparite dieci anni fa e sono state ritrovate in una casa da cui una ieri è riuscita a scappare

Aggiornamento: Nella mattinata di martedì sono state dimesse dall’ospedale le tre ragazze trovate lunedì sera in una casa a Cleveland dopo dieci anni dalla loro scomparsa.
Verso le sei di sera di lunedì, la polizia ha ricevuto due chiamate, dopo che un vicino aveva sentito le richieste di aiuto di Amanda Berry, una delle tre ragazze. Quando la polizia è arrivata, ha trovato anche le altre due donne, in seguito identificate come Gina DeJesus e Michelle Knight, anche loro sparite in diverse circostanze tra il 2002 e il 2004.
Le tre ragazze sono state subito portate all’ospedale; con loro anche una bambina di sei anni, che Amanda Berry teneva in braccio mentre cercava aiuto e che si suppone essere sua figlia.
Durante una conferenza stampa tenutasi martedì mattina, il capo della polizia di Cleveland, Michael McGrath, ha confermato che le tre ragazze sono in buona salute, e che polizia e FBI sono impegnati nelle indagini, anche se non verrà rilasciata nessuna informazioni sul come e perchè della vicenda che finchè non saranno più chiare le successioni degli avvenimenti.

L’ufficiale della pubblica sicurezza di Cleveland, Martin Flask, ha detto che non c’erano state segnalazioni da parte di vicini o testimoni riguardo la presenza delle tre donne nella casa dove sono state trovate.
Nel marzo 2000 il proprietario della casa, Ariel Castro, chiamò la polizia per denunciare una rissa in strada e nel 2004 Castro, allora autista, fu interrogato dalla polizia dopo aver lasciato un bambino sullo scuolabus di cui era autista.
Castro, 52 anni, è stato arrestato oggi insieme ai suoi due fratelli, Pedro Castro, 54, e Oneil Castro, 50.
“Il vero eroe è Amanda” ha detto il vice capo della polizia di Cleveland, Ed Tomba, che ha espresso la speranza di ottenere dalle tre ragazze tutte le informazioni possibili per poter capire cosa sia successo in questi anni. “Ciò che più ci premeva ieri era che le vittime fossero in buona salute. Hanno bisogno di tempo per elaborare gli avvenimenti e per stare con le proprie famiglie”.

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Tre donne scomparse in circostanze diverse circa 10 anni fa sono state ritrovate vive in una casa nella zona ovest di Cleveland, in Ohio, a pochi chilometri dal luogo in cui erano state viste per l’ultima volta: Amanda Berry aveva 16 anni e sparì il 21 aprile 2003, all’uscita del ristorante in cui lavorava vicino a casa; Gina DeJesus aveva 14 anni e il 2 aprile 2004, dopo la scuola, non tornò più; Michelle Knight, 21 anni, venne vista l’ultima volta nella casa del cugino il 23 agosto 2002. Tre uomini di 50, 52 e 54 anni sono stati arrestati. La notizia è stata data da Michael McGarth, capo della polizia di Cleveland e la storia è da qualche ora su tutte le homepage dei siti di news statunitensi.

La sera dello scorso lunedì 6 maggio, Amanda Berry è riuscita a scappare dalla casa in cui era tenuta prigioniera in Seymoure Avenue attirando l’attenzione di un vicino, Charles Ramsey. Ramsey ha detto di aver sentito delle urla e di essersi avvicinato a una porta della villetta accanto alla sua. Qui, ha trovato una giovane donna con una bambina in braccio che gridava e chiedeva aiuto. Diceva di essere Amanda Berry e di essere lì da tanto tempo. L’uomo ha cercato di liberarla, ma non riuscendo ad aprire la porta l’ha buttata giù a calci. Con il suo cellulare ha poi chiamato la polizia facendo parlare la ragazza: “Aiutatemi. Sono Amanda Berry …. Sono stata rapita 10 anni fa. Ora sono libera”. Nella registrazione si sente Amanda Berry fare il nome del suo presunto rapitore e chiedere alla polizia di intervenire rapidamente. Quando gli agenti sono arrivati, hanno trovato nella casa anche le altre due donne.

Intervistato dai giornalisti Charles Ramsey ha spiegato cosa era successo dicendo di essersi trasferito in quella casa un anno prima e ha detto di non aver mai notato niente di sospetto e che vedeva il suo vicino tutti i giorni. Non era mai entrato in casa sua, ma con lui condivideva un barbecue e ascoltava musica.

Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight sono state portate all’ospedale di Cleveland. Durante una conferenza stampa, Gerald Maloney, medico del pronto soccorso, ha detto che tutte e tre erano in discrete condizioni di salute ed erano in grado di parlare. Non è stata data invece alcuna notizia sulla bambina – che avrebbe sei anni – che è stata ricoverata in ospedale con le donne. Il sito di news della città di Cleveland 19Action News ha scritto che le famiglie delle tre ragazze hanno raggiunto l’ospedale. Ha anche pubblicato una foto di Amanda Berry con la sorella e una bambina di cui non è stato fatto il nome.

Si sa ancora molto poco sulle condizioni di detenzione delle tre donne e sui sequestratori: il nome di uno di loro è stato fatto dalla stessa Amanda Berry durante la telefonata al 911. Si tratta di Ariel Castro: è un ex guidatore di scuolabus, suonava il basso e risulta una denuncia a suo carico per violenza nel 1993. Pare anche che un figlio di Castro sia l’autore di un articolo scritto nel 2004 per Plain Press, un giornale di Cleveland, sulla scomparsa di Gina DeJesus. Lo zio dell’uomo, Caesar Castro, è il proprietario del negozio di alimentari del quartiere e ha detto che suo nipote era “un bravo ragazzo” e che i membri della sua famiglia e quelli della famiglia di Gina DeJesus erano “cresciuti insieme”. La polizia ha fatto sapere che nessuna informazione sarà divulgata in questa fase delle indagini.

Durante questi dieci anni, sono state fatte molte ipotesi sulla scomparsa delle tre ragazze. Tra queste, per due delle ragazze, anche quella di fuga volontaria: erano stati scoperti dei problemi con le rispettive famiglie. C’erano state anche molte segnalazioni e due arresti. All’inizio di quest’anno un detenuto aveva riferito alla polizia che Amanda Berry era stata sepolta in un sacco e aveva indicato il punto preciso, ma la ricerca con le ruspe non aveva portato a niente. Altri due uomini nel 2006 erano stati arrestati e interrogati sulla scomparsa di Gena DeJesus, ma dopo che la polizia non aveva trovato alcuna prova nella loro casa erano stati liberati. Nessun elemento però si era rivelato fondato.

Foto: la polizia nella casa di Cleveland (AP Photo / Mark Duncan)