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  • lunedì 21 gennaio 2013

Due fratelli al Super Bowl

La finale della NFL si giocherà il 3 febbraio tra San Francisco e Baltimora, allenate rispettivamente da Jim e John Harbaugh: non era mai successo

Ieri negli Stati Uniti i Baltimore Ravens di football americano hanno battuto i New England Patriots, considerati grandi favoriti alla vigilia, vincendo l’American Football Conference e guadagnandosi così l’accesso alla finale della NFL, ovvero il Super Bowl. La partita si terrà il 3 febbraio e i Ravens si troveranno di fronte i San Francisco 49ers, che hanno vinto la National Football Conference battendo in rimonta gli Atlanta Falcons. La cosa di cui tutte le pagine sportive dei giornali americani stanno parlando, e di cui probabilmente parleranno per le prossime due settimane, è che gli allenatori delle due squadre che si giocheranno il Super Bowl sono fratelli: quello dei Ravens si chiama John Harbaugh ed è nato nel 1962, quello dei 49ers si chiama Jim Harbaugh ed è nato quindici mesi dopo, nel 1963. Non era mai successo prima.

John Harbaugh allena i Ravens dal 2008 e fin qui ha sempre condotto la squadra fino ai playoff, fermandosi però in finale o prima della finale di conference. Jim Harbaugh, al contrario di suo fratello, ha alle spalle una lunga carriera di quarterback dal 1987 al 2000. Ha iniziato a fare l’allenatore nel 2004 nei campionati universitari, è passato ai professionisti nel 2011 arrivando ai San Francisco 49ers, che l’anno scorso ha portato alla finale di conference.

Il padre dei fratelli Harbaugh, Jack, giocò un anno nel football professionistico con i New York Titans, nel 1961, prima di fare per molti anni l’allenatore di squadre studentesche nelle scuole superiori e nei college. “Jack Harbaugh aveva sicuramente molte speranze per i suoi figli”, scrive Michael David Smith su NBC Sports, “ma nemmeno il più fiero dei padri avrebbe avuto speranze così alte per i risultati dei propri figli nell’impresa di famiglia”, in questo caso il football americano.

foto: Jim e John Harbaugh insieme nel 2011. (Rob Carr/Getty Images)

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