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  • sabato 19 Gennaio 2013

Il nuovo Saturday Evening Post

La storia dello storico magazine americano, che ha rinnovato il logo e la grafica, ma affronta la crisi e il digitale cercando di restare "popolare"

Da questa settimana, il Saturday Evening Post, storico e prestigioso magazine statunitense, ha rinnovato la grafica della copertina e in parte anche i contenuti del giornale. Rispetto ai caratteri storici, è stato rinnovato il logo della parola “Post” e rimpicciolito il corpo della “Saturday Evening”. Nonostante si tratti di un logo storico, lo si è voluto rendere più «contemporaneo». La scelta invece di rimpicciolire la scritta è stata di tipo pratico: semplicemente, la rivista non viene più pubblicata il sabato sera, come in passato, e ora è un bimestrale.

Steven Slon, il direttore editoriale, ha detto di voler attirare un pubblico più giovane, sviluppando anche nuovi prodotti digitali. Ampio spazio, a livello di contenuti, verrà comunque dato ai racconti degli scrittori, che rimarrà il segno distintivo della rivista. Slon ha parlato di una “modernizzazione” necessaria, anche in base alla propria esperienza: lui stesso prima di diventarne direttore editoriale pensava addirittura che il Saturday Evening Post non si stampasse più.

Il Saturday Evening Post, che inizialmente era un quotidiano, ha avuto lo stesso nome e lo stesso stile grafico di copertina fin dal 1821, quando cominciò a uscire. Nel 1897 divenne un settimanale, mentre i primi racconti, anche di scrittori importanti come Francis Scott Fitzgerald, John Steinbeck e Agatha Christie, furono pubblicati negli anni Venti del secolo scorso. A rendere leggendaria la rivista sono state anche le copertine disegnate da Norman Rockwell – artista popolarissimo nel raccontare l’America quotidiana – che rappresentano ancora oggi un vero e proprio patrimonio per il giornale, dato che il gruppo ne possiede i diritti di riproduzione.

Negli anni Cinquanta il Saturday Evening Post ebbe un forte calo delle vendite, tanto che nel 1969 ne fu interrotta la pubblicazione. Riprese nel 1971 e da quegli anni, il Saturday Evening Post cominciò anche a pubblicare molti articoli di medicina e salute, oltre ai racconti degli scrittori, alternando una linea “letteraria” e una più vicina alle famiglie.

La volontà della Saturday Evening Post Society, la società che cura le pubblicazioni del giornale, è quella di rendere oggi la rivista più popolare, soprattutto tra i giovani: il Saturday Evening Post ha circa 350mila abbonati, di un’età media di cinquant’anni. Il nuovo progetto editoriale elaborato da Steven Slon prevede da una parte lo sviluppo di una versione per smartphone e tablet, e dall’altra la ricerca di un aumento delle copie diffuse nelle edicole, dato che oggi le vendite sono soprattutto per abbonamento.

Nonostante la voglia di rinnovare, nella nuova versione del Saturday Evening Post ci sono delle sezioni che cercano comunque di sfruttare la storia della rivista: per esempio nella rubrica “The Vault” ci sono articoli ripresi dagli archivi e in “We Were There First” vengono ripubblicati pezzi in cui nel passato vennero fatte delle previsioni che si sono poi effettivamente verificate. Oppure, viceversa, la sezione “Did We Say That?”, in cui vengono ripubblicati articoli che sostenevano cose che ad oggi sembrano ormai del tutto strampalate.

Il Saturday Evening Post appartiene ancora alla famiglia SerVaas, che l’ha comprato nel 1971, e riflette pienamente la sensibilità del Midwest, con un legame  particolare con la città di Philadelphia, dove c’è il gruppo di abbonati più fedele. La società vorrebbe però allargare la sua diffusione, nonostante il «legame emotivo e storico» con quella zona, come sostiene il direttore editoriale, cercando di farsi apprezzare anche in altre aree del paese, magari nelle zone lungo la costa e nelle aree metropolitane. Il primo numero del restyling ha in copertina Shirley MacLaine.

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