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  • martedì 15 Gennaio 2013

L’esercito russo senza pezze ai piedi

Si passa ai calzini per tutti, ha ordinato il ministro della Difesa abbandonando una tradizione di piedi fasciati che va avanti da secoli

Lunedì 14 gennaio il ministro della Difesa della Russia ha diffuso un ordine alle forze armate del paese per passare ai calzini, abbandonando il sistema tradizionale del bendaggio dei piedi con teli di cotone o di lana. Detta così sembra una cosa da poco, ma in realtà il passaggio verso il nuovo sistema racconta molto dell’esercito russo e delle difficoltà che sta incontrando da anni a modernizzarsi.

I panni al posto delle calze sono utilizzati dall’esercito russo dal sedicesimo secolo, spiegano sul blog At War del New York Times, e si chiamano “portyanki” (“портянки”), letteralmente “pezze da piedi”. Fino ai primi del Novecento questo sistema alternativo alle calze era molto diffuso tra gli eserciti (e non solo) di numerosi paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito. Consentivano di proteggere efficacemente i piedi dal cuoio degli stivali, che non era sempre di grande qualità, ed erano naturalmente più economici delle calze. Furono utilizzati molto durante la Prima guerra mondiale e successivamente molti eserciti ne fecero un uso alternativo, utilizzandoli come protezioni esterne per i polpacci.

Nella versione russa si utilizza un pezzo di cotone in estate e di lana in inverno largo circa 35 centimetri, che viene poi avvolto con una serie di passaggi ben precisi intorno al piede. Se l’operazione viene eseguita correttamente, e quindi il telo è ben teso, il sistema si rivela un valido sostituto delle calze ed evita che si possano formare veschiche o che si soffra il freddo durante le lunghe ore di marcia.

Ancora prima di imparare a utilizzare un’arma da fuoco, le matricole dell’esercito russo imparano ancora oggi come avvolgere il “portyanki” intorno ai propri piedi. E devono imparare a farlo in un certo modo, tale da consentire poi l’inserimento senza fatica degli stivali dati in dotazione, che non sono praticamente cambiati nell’ultimo secolo. Sono stivali molto pesanti e resistenti, ma hanno il difetto di rendere poco agevoli alcuni movimenti, a partire dalla corsa.

Il sistema dei “portyanki” nacque dall’esigenza di migliorare la logistica e le spese legate ai grandi contingenti militari. In Russia ogni anno prestavano servizio milioni di persone e sarebbe stato molto costoso realizzare per tutti i soldati svariate paia di calze, estive ed invernali. Le pezze di stoffa costavano molto meno e, inoltre, potevano essere realizzate anche riciclando lenzuola e altri indumenti dati in dotazione dall’esercito sovietico. Imparando a fasciarsi i piedi durante l’addestramento formale, i soldati apprendevano inoltre una valida tecnica per proteggere i loro piedi in caso di necessità e in mancanza di altre risorse.

Il passaggio dai panni per i piedi alle calze, tecnicamente, era già stato avviato sei anni fa durante l’annunciata e mai portata a termine riforma dell’esercito russo. Nel paese quindi ci sono truppe che usano i calzini e stivali nuovi con i lacci, e altre che utilizzano ancora il sistema secolare delle pezze ai piedi con i pesanti stivali senza allacciature. Lunedì il ministro della Difesa ha chiarito che la transizione dovrà essere completata nel corso di quest’anno: «Nel 2013, o al massimo entro la fine di quest’anno, ci lasceremo alle spalle le bendature per i piedi. Ve lo sto chiedendo, e se ci sarà bisogno appronteremo nuovi fondi per farlo. Abbiamo bisogno di lasciare da parte questo sistema per le nostre forze armate».