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  • sabato 12 Gennaio 2013

“Dimentica tutto”

L'amministrazione di Seul ha installato sirene, foto di bambini, telecamere, sensori termici e una statua per dissuadere i molti tentativi di suicidio dai ponti della città

L’amministrazione metropolitana di Seul, la capitale della Corea del Sud, ha iniziato una campagna per installare sui 25 ponti che attraversano il fiume Han dei dispositivi per evitare e prevenire i tentativi di suicidio. Al momento i lavori sono stati completati su due ponti, tra cui il Mapo Bridge, il ponte dove è avvenuto il maggior numero di suicidi negli ultimi anni: 196 tra il 2003 e il 2011.

Tra i sistemi installati ci sono telecamere fissate su pali, che servono a rilevare la sosta di automobili o di passanti sul ponte. A intervalli regolari e puntati verso il fiume, sono stati installati dispositivi che rilevano il calore e il movimento per individuare chi dovesse lanciarsi in acqua. Sirene d’allarme possono essere attivate da passanti e testimoni che dovessero accorgersi di un tentativo di suicidio in corso.

Il governo ha installato anche alcuni dispositivi che potrebbero essere definiti di “prevenzione” o che almeno hanno questo scopo. Lungo le ringhiere dei ponti sono state incollate fotografie dall’aria amatoriale di bambini e famiglie felici. Accanto alle fotografie compaiono scritte che dovrebbero aiutare le persone che hanno deciso di suicidarsi a dimenticare i loro problemi. Una di queste scritte recita: “Dimentica tutto”. Sul ponte sono presenti anche dei telefoni collegati direttamente con una linea anti-suicidio e una statua di bronzo, che raffigura un uomo intanto a consolarne un altro dall’aria depressa.

Quello dei suicidi in Corea del Sud è un problema cresciuto molto negli ultimi anni. Secondo gli ultimi dati (che potete trovare qui), la Corea del Sud ha sorpassato il Giappone come paese membro dell’OCSE con il maggior numero di suicidi ogni 100 mila abitanti. Nel 2010 più di 15 mila persone si sono suicidate in Corea del Sud, cioè 31,2 suicidi ogni 100 mila abitanti, il doppio della media OCSE: un numero che è aumentato del 50% rispetto al 2006. Oggi in Corea il suicidio è la prima causa di morte per chi ha meno di 40 anni.