Umberto Ambrosoli ha vinto le primarie in Lombardia

Con il 58,64 per cento dei voti, hanno votato quasi 150 mila persone

Umberto Ambrosoli ha vinto le primarie del Patto Civico per la Lombardia ed è diventato il candidato ufficiale del centrosinistra alla carica di presidente della regione Lombardia. Si è votato ieri, in tutta la regione, e secondo i dati ufficiali hanno votato 148.755 persone. Ambrosoli ha vinto con il 57,64% dei voti. Andrea Di Stefano ha ottenuto il 23,25% dei voti e Alessandra Kustermann il 19,11%. Sul sito delle primarie è stata pubblicata una semplice infografica che riassume i risultati.

Secondo i dati comunicati dai vari coordinamenti provinciali e pubblicati sul sito delle primarie, Ambrosoli ha vinto in tutte le provincie della regione. Il risultato migliore lo ha ottenuto in provincia di Mantova, dove ha ottenuto il 76,97% dei voti. Quello peggiore nella provincia di Milano (52,20%). Nel comune di Milano, dove hanno votato 42.213 persone, Ambrosoli ha ottenuto il 50,92% dei voti.

Umberto Ambrosoli è un avvocato penalista, è nato nel 1971, è sposato e ha tre figli. È componente di due organismi di vigilanza, uno in RCS Spa e l’altro in Kairos partners SGR, ed è amministratore indipendente nel consiglio di amministrazione di RCS. Suo padre, Giorgio Ambrosoli, fu ucciso nel 1979 mentre era commissario liquidatore della Banca Privata Italiana. La candidatura di Ambrosoli era stata appoggiata dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Ambrosoli è stato uno degli ultimi a presentare la sua candidatura, all’inizio di novembre. Prima di lui avevano già cominciato la raccolta delle firme Alessandra Kustermann, 59 anni, direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia del Pronto soccorso della Clinica Mangiagalli di Milano, e Andrea di Stefano, 48 anni, giornalista, direttore del mensile Valori di Banca Etica, collabora con diverse testate, comprese Repubblica e Rainews 24. Altri quattro candidati si sono ritirati prima dell’inizio delle primarie.

Le primarie per decidere il candidato alla regione sono rimaste incerte per alcuni giorni, fino alla decisione definitiva presa a metà novembre. Tra i contrari il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il suo assessore al bilancio, Bruno Tabacci. Erano favorevoli i partiti della coalizione, in particolare il PD, e gli altri candidati. Kustermann in una lettera aperta ad Ambrosoli lo aveva criticato per la sua iniziale incertezza sulle primarie, che aveva definito «uno strumento dei partiti».

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