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  • mercoledì 5 Dicembre 2012

La fuga di John McAfee

La storia del milionario degli antivirus diventa sempre più cinematografica: accusato di omicidio, è stato rintracciato in Guatemala grazie a una foto pubblicata online

Domenica 11 novembre, intorno alle otto del mattino, la polizia del Belize ha trovato il cadavere di Gregory Viant Faull, un cittadino degli Stati Uniti ucciso nella sua casa con un colpo d’arma da fuoco sparato alla testa. Faull era un vicino di casa di John McAfee, il milionario statunitense conosciuto per aver fondato l’omonima società che produce sistemi antivirus e di sicurezza per i computer. Da allora le autorità del Belize cercano di incontrarlo per avere una sua versione dei fatti, anche se non è ufficialmente un sospettato: ma qui comincia una storia da film, che avevamo raccontato la settimana scorsa e sulla quale ci sono novità e aggiornamenti. Per quasi un mese McAfee ha vissuto da fuggitivo, spostandosi di continuo per evitare il confronto con la polizia. Il milionario è convinto che il governo del paese ce l’abbia con lui e che lo voglia morto. Ora si trova relativamente al sicuro in Guatemala ma – come vedremo – ricostruire i suoi ultimi spostamenti non è stato semplice.

Per difendersi dai sospetti, McAfee ha pubblicato nelle ultime settimane alcuni post sul suo blog WhoIsMcAfee.com, dove ha cercato di ricostruire come sono andate le cose con le autorità del Belize. I post contengono informazioni a volte discordanti, e non è del tutto chiaro se McAfee abbia deciso di scriverli così per sviare l’attenzione da alcuni particolari e se siano il frutto di qualche sua confusione mentale e di un senso di persecuzione.

Prima che si verificasse il caso dell’omicidio Faull, amici e conoscenti avevano notato stranezze nel comportamento di McAfee: era diventato solitario, evitava la loro compagnia e trascorreva molto tempo chiuso nella sua abitazione sull’isola di Ambergris Caye, la più grande del Belize e una delle mete turistiche più importanti del paese. L’ipotesi, in parte confermata da alcuni messaggi pubblicati su un forum ospitato su server russi, è che McAfee stesse raccogliendo informazioni su come sintetizzare alcuni tipi di droga, con particolare attenzione per il metilenediossipirovalerone (MDPV), una sostanza psicoattiva che ha effetti simili a quelli delle anfetamine. Lo scorso maggio fu fermato dagli agenti dell’Unità speciale per la soppressione delle bande criminali (GSU) del Belize, con l’accusa di produzione di droga e possesso di armi senza autorizzazioni. Le accuse furono in seguito ritirate, ma questo non contribuì a migliorare i rapporti del milionario con le autorità locali.

Secondo McAfee, pochi giorni prima dell’omicidio Faull quelli della GSU avvelenarono i suoi cani da guardia, dopo una lamentela ricevuta proprio dal suo vicino statunitense. Anche per questo motivo McAfee divenne molto diffidente nei confronti delle autorità e non si fece trovare – stando al suo racconto nascondendosi in una buca sotto la sabbia – quando gli agenti lo andarono a cercare in casa per parlargli dell’omicidio Faull.

Oltre a difendersi attraverso il suo blog, tra la fine di novembre e i primi di dicembre, McAfee ha dato un’intervista agli inviati della CNN. Qui i dettagli da film aumentano: i giornalisti hanno dovuto usare una parola in codice per incontrare il loro autista, che li ha guidati fino al nascondiglio compiendo un tragitto molto tortuoso, forse per evitare di essere seguito da qualcuno. John McAfee, che ha 67 anni, ha spiegato loro di sentire la mancanza della sua vecchia vita e ha detto di dover convivere con numerose privazioni nel suo stato di fuggitivo. Ha detto anche che non si sarebbe costituito prima di aver provato la propria totale estraneità all’omicidio.

I giornalisti della CNN non sono stati gli unici a raggiungere McAfee. Il vicedirettore di VICE, Rocco Castoro, e il fotografo Robert King hanno seguito negli ultimi giorni il milionario, con l’idea di realizzare un documentario sulla sua vicenda e raccontare il suo stato di fuggitivo. Per dimostrare di essere con lui nel suo nascondiglio segreto, hanno pubblicato una fotografia realizzata con un iPhone 4S in cui Castoro compare insieme con McAfee. A quanto pare, si sono però dimenticati di rimuovere i dati sulle informazioni geografiche inserite automaticamente dallo smartphone nelle proprietà del file. Qualcuno su Twitter ha dato un’occhiata e ha trovato le coordinate, risalendo al luogo in cui era stata scattata la foto: Guatemala.

La notizia è circolata rapidamente online e, in un primo momento, McAfee ha provato a smentire la scoperta, sostenendo che le informazioni geografiche erano state volutamente modificate per non rivelare la sua effettiva posizione. Poi ci ha ripensato e ha pubblicato sul suo blog un breve messaggio, confermando di avere raggiunto sano e salvo il Guatemala grazie ad alcuni amici, che lo hanno aiutato a uscire dal Belize. Il prossimo 6 dicembre terrà una conferenza stampa a Città del Guatemala per raccontare la sua vicenda, e spiegare le sue intenzioni per l’immediato futuro.

Il suo avvocato ha spiegato che McAfee ha lasciato il Belize per sfuggire alla persecuzione delle autorità, e ha poi aggiunto che richiederà asilo politico in Guatemala. La richiesta dovrebbe essere formulata oggi ma non è ancora chiaro se il paese concederà l’asilo. McAfee è stato fotografato ieri da diversi reporter delle agenzie di stampa a Città del Guatemala, cosa che conferma la sua presenza nel paese. A differenza di quanto si era creduto alcune settimane fa, contro McAfee in Belize non sono state formulate precise accuse: è considerato persona informata sui fatti per l’omicidio Faull e non è quindi ufficialmente ricercato. Secondo il suo avvocato, non dovrebbe essere formulata una richiesta di estradizione nei suoi confronti.