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  • domenica 25 Novembre 2012

Continuano gli scandali in Brasile

Il presidente Dilma Rousseff ha cacciato due funzionari governativi: pochi giorni fa sono state arrestate sei persone per corruzione, tutte legate a collaboratori di Lula

Il presidente brasiliano Dilma Rousseff ha licenziato ieri due funzionari governativi per il loro coinvolgimento in uno scandalo di corruzione: Rosemary de Noronha, che ha diretto l’ufficio regionale della presidenza a San Paolo ed è stata la segretaria dell’ex presidente Lula e José Weber Holanda, il vice procuratore generale. Sono stati accusati di clientelismo, frode e corruzione.

Un altro scandalo di corruzione era scoppiato nei mesi scorsi ed era stato ancora più grande: riguardava anche in questo caso funzionari governativi molto importanti ed era conosciuto come il caso “Mansalao”: la Corte suprema aveva condannato Jose Dirceu, uno stretto collaboratore dell’ex presidente Luiz Inacio Lula, per aver creato un sistema illecito in cui venivano usati soldi pubblici per pagare i partiti della coalizione di governo in cambio del sostegno politico.

L’ultima indagine, che ha portato agli arresti di venerdì, è iniziata nel 2010 dopo che un funzionario aveva ricevuto una tangente da 150 mila dollari, ma aveva avuto poi un ripensamento, denunciando il fatto. L’operazione si è conclusa venerdì scorso, quando la polizia ha arrestato sei persone con l’accusa di essere gli anelli di questa catena clientelare che si occupava nello specifico di scambiare concessioni e autorizzazioni governative in cambio di tangenti.

Tra gli arrestati ci sono anche due fratelli, Paolo e Rubens Vieira, che erano stati raccomandati da Rosemary de Noronha, l’ex segretaria di Lula: il primo come direttore dell’Agenzia Nazionale dell’Acqua e il secondo come direttore delle infrastrutture per l’aeroporto dell’aviazione civile in Brasile.

Il presidente Dilma Rousseff si è mossa rapidamente, subito dopo gli arresti, per cercare di fermare sul nascere questo scandalo, ordinando anche a ogni singola agenzia pubblica di avviare un’indagine interna. Nonostante questo, il suo Partito dei Lavoratori al governo ne ha risentito molto, dato che era già stato scosso dalle storie di corruzione che sono emerse intorno alla presidenza di Lula, anche se personalmente lui non è mai stato coinvolto direttamente. Continuano intanto le indagini della polizia su altri possibili casi di corruzione, in particolare nel settore della Pubblica Istruzione.

Foto: Dilma Rousseff (JAVIER SORIANO/AFP/Getty Images)