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  • martedì 13 Novembre 2012

Perché Maruccio è stato arrestato

L'ex capogruppo dell'IdV in Lazio è accusato di aver sottratto più di un milione di euro dalle casse del partito, spesi anche in videopoker

Stamattina l’ex capogruppo dell’Italia dei Valori al Consiglio regionale del Lazio, Vincenzo Salvatore Maruccio, è stato arrestato dagli agenti del nucleo della polizia valutaria della Guardia di Finanza. Il provvedimento è stato firmato dal gip Flavia Costantini su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Stefano Pesci. Maruccio, che dopo aver appreso di essere indagato a ottobre si era dimesso dal partito e dal Consiglio regionale, è accusato di peculato per la presunta appropriazione illecita di fondi destinati al suo partito: in due anni avrebbe sottratto più di un milione di euro dalle casse dell’IdV, 300 mila in più di quanto ipotizzato all’inizio delle indagini.

Il denaro sarebbe stato prelevato da due conti correnti dell’IdV e trasferito su dieci conti personali, sette a suo nome e tre in co-delega. Nel provvedimento il gip ha parlato di “sistematica spoliazione” e “attività predatoria di risorse pubbliche”. Secondo la Finanza sui conti IdV al consiglio regionale del Lazio, da maggio 2010 a giugno di quest’anno, sarebbero transitati circa 2 milioni e mezzo di euro. Di questa somma Maruccio avrebbe effettuato bonifici sui suoi conti per 500 mila euro e prelievi in contanti per 456 mila euro, motivando le operazioni con causali molto generiche. Nell’ordinanza si legge anche di una passione per i videopoker: in un anno Maruccio avrebbe speso tra i 100 e i 120 mila euro, perdendone 100 mila, nella sala giochi romana Las Vegas Slot Room, gestita da Andrea Palma, dirigente e tesoriere regionale dell’IdV. Palma, che è stato sentito come testimone, avrebbe descritto il collega come un giocatore accanito, raccontando che ci sono stati giorni in cui Maruccio avrebbe accumulato debiti verso la cassa anche di 5 mila euro. Nell’ordinanza Maruccio, che era stato assessore nella giunta Marrazzo e il consigliere più votato nel Lazio alle ultime elezioni regionali, è descritto come ”una persona perennemente pressata dalla necessità di reperire denaro”, tanto da cercarlo continuamente da svariate fonti: sembra che si facesse spedire da sua madre in Calabria i risparmi della nonna e di alcuni suoi amici calabresi.

Maruccio ha sempre negato le accuse, motivando i continui depositi bancari da un conto all’altro e i giri di denaro come un semplice sistema di anticipi e rimborsi «per far fronte a quegli interventi rapidi che la politica richiede». L’ordine di custodia cautelare ha validità di 30 giorni ed è scattato per il pericolo di inquinamento delle prove. L’ordinanza dice che già subito dopo l’inizio delle indagini, a ottobre, Maruccio aveva convocato in diversi alberghi della capitale alcuni dei suoi collaboratori per concordare una linea difensiva e convalidare la sua versione dei fatti. L’interrogatorio di garanzia è fissato per venerdì presso il carcere di Regina Coeli, Maruccio non potrà incontrare i suoi difensori fino a quel giorno.

I guai di Antonio Di Pietro