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  • lunedì 29 Ottobre 2012

Sandy si avvicina

L'enorme uragano è in viaggio verso la costa orientale degli Stati Uniti e intere città sono ferme, New York compresa

Lungo la costa orientale degli Stati Uniti proseguono i preparativi per l’arrivo di Sandy, l’enorme uragano che nelle prossime ore dovrebbe portare piogge intense e venti molto forti in una delle aree più densamente popolate della nazione. Secondo i meteorologi, l’uragano dovrebbe seguire un percorso che complessivamente interessa almeno 50 milioni di persone. Potrebbe essere la più grande perturbazione a raggiungere la terraferma nella storia recente degli Stati Uniti, e per questo governatori e sindaci sono al lavoro da ore per determinare le aree di evacuazione, gestire i soccorsi e per organizzare rifugi e punti di ritrovo per gli sfollati.

Sandy al momento si trova al largo, sull’oceano Atlantico, ma si muove con relativa rapidità e nella notte tra oggi e domani potrebbe raggiungere le coste del New Jersey. Nello stato sono già in corso piani di evacuazione per alcune aree urbane, compresa quella di Atlantic City che potrebbe rivelarsi una delle più esposte alla perturbazione. Più a nord, a New York, è operativo un piano per ridurre al minimo le attività in città e ridurre i rischi legati all’uragano. A partire da oggi le scuole saranno chiuse, i sistemi di trasporto pubblico sospesi e anche le attività di numerose aziende e attività commerciali. La borsa di Wall Street rimarrà chiusa oggi e con molta probabilità anche domani.

Il sindaco della città, Michael Bloomberg, ieri ha disposto a scopo precauzionale l’evacuazione di circa 375mila persone dalle zone più a rischio, perché a pochi metri di altezza sul livello del mare. Molti ponti e tunnel di accesso a Manhattan saranno chiusi e le autorità hanno invitato la popolazione a rimanere a casa e a non muoversi, se non strettamente necessario. Molte compagnie aeree hanno cancellato decine di voli e la principale società ferroviera della costa orientale, Amtrak, ha fermato quasi del tutto i propri convogli.

Alle 7 di questa mattina, il National Hurricane Center ha emesso un bollettino, stimando in circa 680 chilometri la distanza di Sandy da New York in direzione sud-sudovest. La perturbazione si muove a una velocità di circa 22,5 chilometri all’ora e ciò che colpisce non è tanto la sua forza, inferiore a quella di Katrina per intenderci, ma la sua estensione, che potrebbe quindi portare condizioni atmosferiche estreme su molti stati contemporaneamente. Chi si trova lungo il percorso previsto di Sandy si è dato da fare nelle ultime ore per acquistare generatori di corrente, torce elettriche, batterie e provviste per affrontare le prossime ore.

Tom Corbett, il governatore della Pennsylvania, ha spiegato che Sandy «non è una classica tempesta tropicale, potrebbe avere una portata storica» per quanto riguarda la sua estensione e i danni che potrà provocare. Diverse aree potrebbero subire cali di corrente e blackout, e si temono gli effetti dei forti venti su abitazioni e infrastrutture. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ricordato che si tratta di «una tempesta molto grande e grave» e che «non sappiamo ancora dove colpirà di preciso». La perturbazione ha anche causato alcuni cambi di programma per la campagna elettorale di Obama e del suo avversario Mitt Romney, che hanno dovuto cancellare alcuni comizi e riorganizzarne altri.