• Italia
  • mercoledì 10 Ottobre 2012

Cade Formigoni?

Dopo l'assessore arrestato e le nuove indagini, la Lega chiede al governatore "un passo indietro o un passo di lato" e annuncia elezioni ad aprile

22.58. Simili parole sono attribuite a Formigoni, che rimanda le decisioni all’incontro previsto domani tra Alfano e Maroni:

«Mi sono sentito con il presidente Berlusconi e con il segretario Alfano, che hanno confermato la linea del Pdl: se cade la Lombardia un secondo dopo cadono Veneto e Piemonte»

22.55. Il PdL minaccia la Lega di ritorsioni uguale e contrarie, racconta un’agenzia Ansa.

«Cara Lega, l’abbiamo detto e ripetuto, ci sono mille modi per suicidarsi: se cade la Lombardia, simultaneamente cadono Piemonte e Veneto». Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini, in risposta alle scelte annunciate dalla Lega.

Aggiornamento 22.00: Matteo Salvini, segretario regionale lombardo della Lega Nord, ha annunciato di fatto la crisi della giunta regionale, chiedendo a Roberto Formigoni di dimettersi e minacciando altrimenti “l’azzeramento della giunta”.

*****

Davide Boni (Lega Nord), l’ex presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani (Popolo della Libertà), ex assessore, e il consigliere Massimo Buscemi (Popolo della Libertà), riferisce Repubblica, sarebbero indagati dalla procura di Milano per peculato e truffa aggravata, nell’ambito dell’indagine sui costi della politica in Regione. Oggi la Guardia di Finanza ha eseguito diversi controlli nella sede dei gruppi del Consiglio regionale a Milano e, sempre secondo Repubblica, sarebbero stati prelevati “documenti relativi alla rendicontazione solo di PdL e Lega per gli anni dal 2008 al 2012”.

Boni è già indagato per corruzione insieme con il suo portavoce Dario Ghezzi per alcune presunte irregolarità nella realizzazione di nuovi centri commerciali. La sua iscrizione nel registro degli indagati per questo caso giudiziario risale al marzo scorso. Nicoli Crisitani a novembre dello scorso anno fu arrestato con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e corruzione nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sulla BreBeMi e sulla discarica di amianto di Cappella Cantone. Fu scarcerato a fine febbraio di quest’anno.

Sempre oggi Domenico Zambetti, assessore del Popolo della Libertà in Regione Lombardia, è stato arrestato a Milano. Si occupava dell’assessorato alla Casa ed è accusato di aver comprato circa 4mila voti, che si sarebbero rivelati decisivi per la sua vittoria elettorale alle ultime elezioni regionali, nel 2010. Secondo l’accusa, i voti sarebbero stati acquisiti da due esponenti della ‘ndrangheta in cambio del pagamento di 200mila euro. Zambetti è il quinto assessore nella storia delle giunte di Roberto Formigoni, il presidente della regione, a essere arrestato. Ma è soprattutto il tredicesimo consigliere regionale (quattordicesimo, se saranno confermate le indagini su Buscemi) dell’attuale assemblea a essere sotto inchiesta, per giunta per una vicenda legata a una presunta infiltrazione del crimine organizzato nell’istituzione. È indagato per altre vicende anche Roberto Formigoni.

I magistrati basano le loro accuse contro Zambetti su una intercettazione ambientale, effettuata nell’automobile dei due esponenti della ‘ndrangheta dopo che uno di questi aveva incontrato Zambetti. Era il 15 marzo 2011 e secondo l’accusa l’incontro era stato organizzato per il pagamento di una delle ultime rate da 30mila euro della somma concordata per l’acquisto dei voti. Sempre secondo i magistrati, Zambetti avrebbe fatto assumere la figlia di uno dei due esponenti della criminalità organizzata presso l’ALER, l’ente regionale che si occupa delle case popolari. Avrebbe anche promesso di darsi da fare per offrire altri lavori e favori a cooperative e aziende legate alla ‘ndrangheta.

Nonostante i nuovi sviluppi giudiziari su diversi fronti, Roberto Formigoni sostiene che le vicende sono riconducibili a singoli casi personali e non interessano l’intero sistema in Lombardia. Per Formigoni si tratta di «accuse gravi cui deve rispondere Zambetti» e su Twitter ha annunciato di aver revocato le deleghe del suo assessore.

 

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha detto che «non si può più andare avanti così», con le numerose inchieste che coinvolgono importanti esponenti della regione. Per le 18 di oggi, il centrosinistra ha organizzato un presidio al palazzo della regione (dal lato di via Melchiorre Gioia). Il promotore dell’iniziativa, il consigliere regionale Pippo Civati (PD), chiede le dimissioni dei personaggi coinvolti e il ritorno al voto.

foto: Tullio M. Puglia/Getty Images