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  • mercoledì 26 Settembre 2012

La BBC ha chiesto scusa alla Regina

Un giornalista aveva rivelato una conversazione privata di Elisabetta II e i suoi dubbi sul comportamento dei servizi segreti nelle indagini su un presunto terrorista

La BBC ha chiesto pubblicamente scusa alla regina Elisabetta II perché Frank Gardner, un suo corrispondente, ha rivelato a BBC Radio 4 una conversazione privata in cui la Regina aveva detto di essere preoccupata per il mancato arresto di Abu Hamza al-Masri, un predicatore islamico radicale considerato vicino ad al Qaida. BBC ha inviato anche una lettera di scuse direttamente a Buckingham Palace. Gardner ha raccontato la conversazione fatta qualche anno fa, in cui la Regina avrebbe anche ammesso di aver parlato di questa situazione, e dei suoi dubbi, con un ex ministro degli Interni.

Secondo Gardner, la Regina si chiedeva come mai Abu Hamza non fosse stato ancora arrestato, nel periodo in cui ancora faceva prediche contro la Gran Bretagna e incitava all’odio verso l’Occidente nella moschea di Finsbury Park, nel nord di Londra. Gardner ha raccontato che i dubbi riguardavano soprattutto l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito MI5: la Regina confidò la sua opinione sostenendo che l’agenzia si fosse in ritardo e non si rendesse conto di quanto l’uomo fosse pericoloso.

Lunedì scorso la Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Abu Hamza contro l’estradizione negli Stati Uniti insieme ad altri quattro sospetti terroristi, che da anni vivono nel Regno Unito. Sia il predicatore sia gli altri quattro sono stati accusati di terrorismo per aver cercato di creare un campo di addestramento per al Qaida a Bly, nello stato dell’Oregon, e per aver raccolto fondi a scopi terroristici. Abu Hamza è stato accusato anche di essere stato complice del sequestro di sedici persone in Yemen nel 1998. Nei suoi discorsi Abu Hamza ha sempre espresso idee antisemite e contro l’Occidente. Attualmente è in carcere, in Gran Bretagna, proprio per incitamento all’odio, dopo essere stato arrestato nel 2004 su richiesta delle autorità statunitensi. Gli altri quattro presunti terroristi, che verranno estradati sono Babar Ahmad, Syed Tahla Ahsan, Khaled al-Fawwaz and Adel Abdul Bary.

Abu Hamza e gli altri presunti terroristi nel giro di qualche settimana potrebbero essere estradati per affrontare il processo, che è stato rinviato perché il predicatore aveva fatto delle obiezioni e presentato ricorso denunciando la violazione dei diritti umani. Dopo aver perso alcuni ricorsi in Gran Bretagna, Abu Hamza si è rivolto senza successo nel 2008 alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, sostenendo che in caso di estradizione avrebbe rischiato «torture e un trattamento degradante e punitivo». Abu Hamza e gli altri quattro presunti terroristi rischiano ora l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza.

Sia il portavoce di Buckingham Palace, sia il ministero degli Interni non hanno commentato la vicenda, mentre l’ex ministro degli Interni David Blunkett ha spiegato di non aver mai parlato del caso con nessuno dei membri della famiglia reale. La Regina, in quanto capo di stato di una monarchia costituzionale, ha sempre mantenuto un atteggiamento neutrale nelle questioni politiche. Secondo il protocollo, una volta alla settimana la Regina incontra il primo ministro e mantiene soltanto la facoltà di esprimere il suo punto di vista. Ogni incontro è di natura confidenziale, e tranne in alcuni casi, il contenuto dei colloqui rimane segreto.

Foto: Abu Hamza al-Masri (AP Photo/Max Nash, File )