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  • giovedì 13 Settembre 2012

Gli otto referendum di Roma

Un'iniziativa del Comitato "Roma Sì Muove" sull'ambiente, la mobilità e sul taglio dei costi della politica: devono essere raccolte entro il 5 ottobre 50 mila firme

Dal 6 luglio scorso a Roma è iniziata la raccolta di firme su otto referendum cittadini sui temi della mobilità sostenibile, dell’ambiente, dei diritti del cittadino e per la cancellazione dei Consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate, cioè quelle cioè che gestiscono alcuni servizi pubblici per conto degli enti locali. I componenti del comitato promotore di “Roma Sì Muove“, questo il nome dell’iniziativa, sono: il segretario dei Radicali Mario Staderini, Angelo Bonelli del partito dei Verdi e Umberto Croppi del partito Futuro e Libertà per l’Italia (FLI).

Anche Fabrizio Barca, il ministro per la Coesione territoriale e Mario Catania, il ministro delle Politiche agricole, hanno appoggiato i referendum. L’anno scorso c’è stata un’iniziativa simile a Milano: il Comitato “Milano Sì Muove”, di cui faceva parte il segretario dei Radicali Marco Staderini, aveva proposto cinque referendum che avevano raggiunto il numero minimo di firme ed erano stati votati con un “sì” dal 53% dei cittadini.

Le 50 mila firme autenticate necessarie per indire i referendum dovranno essere raccolte entro il 5 ottobre prossimo. Il referendum cittadino è previsto dallo statuto del Comune di Roma: si tratta di un referendum propositivo e non abrogativo, come quelli che vengono istituiti a livello nazionale. Con il referendum, i cittadini possono esprimere un orientamento su un tema da sottoporre all’esame dell’Assemblea comunale.

Per esempio, nel primo quesito, “Meno traffico, meno smog, più mobilità”, si chiede: “Volete voi che Roma Capitale adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile alternativa all’auto” attraverso quattro diverse misure concrete. Se l’obiettivo delle 50 mila firme sarà raggiunto, i cittadini voteranno per il “sì” o per il “no”, cioè approveranno o rifiuteranno le proposte con un referendum unico e generale per tutte le proposte, che si svolgerà la prossima primavera. E se vinceranno i “sì”, le proposte dovranno essere discusse dall’Assemblea comunale che poi deciderà, in maniera autonoma, se trasformarle in delibere, cioè deciderà se e come realizzare le proposte.

I quesiti:

1. Il primo quesito riguarda il tema della mobilità. L’obiettivo della proposta è di ridurre il traffico privato nel centro storico, anche per consentire ai mezzi pubblici di essere puntuali. Si propone la creazione di corsie preferenziali protette, la trasformazione dei treni pendolari in linee metropolitane e la creazione di piste ciclabili.

2. Mare. Si propone il libero accesso dei bagnanti al mare e un riequilibrio al 50% tra spiagge libere e attrezzate.

3. Registro dei testamenti biologici. Si propone l’istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici per raccogliere le disposizioni, in maniera anticipata, dei trattamenti sanitari che ognuno vuole per sé.

4. Famiglie di fatto. Si chiede la rimozione delle discriminazioni nei servizi e nelle attività del Comune, sia per le famiglie sposate, sia per quelle eterosessuali e omosessuali.

5. Libertà di scelta nei servizi alla persona. Si chiede di estendere i bonus per utilizzare nei servizi affidati alle strutture private, come asili nido e l’assistenza per gli anziani e disabili, a tutte le famiglie.

6. Ambiente. Si chiede al Comune di modificare il Piano Regolatore Generale (PRG), cioè il piano che regolamenta l’edilizia della città, per rallentare il consumo di suolo con nuove costruzioni, per un recupero «qualitativo ed energetico» del patrimonio esistente.

7. Rifiuti. Si chiede di migliorare la politica attuale di smaltimento dei rifiuti e di aumentare la raccolta differenziata, soprattutto quella porta a porta, e di diminuire l’utilizzo delle discariche, soltanto per i rifiuti trattati.

8. Riduzione dei costi. Si chiede di abbassare i costi dell’amministrazione azzerando i Consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate, affidando tutte le funzioni a un amministratore unico.

Foto: Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale (Mauro Scrobogna /LaPresse)