• Cultura
  • mercoledì 5 settembre 2012

La volta che John Cage andò a Lascia o Raddoppia

Il grande musicista nato 100 anni fa partecipò come esperto di funghi e suonò una vasca da bagno davanti a un esterrefatto Mike Bongiorno

John Cage, uno dei più importanti personaggi della musica del Novecento, compositore, innovatore, musicista ammiratissimo, era nato un secolo fa, il 5 settembre 1912, a Los Angeles (morì nel 1992, a New York). Mentre oggi molti siti e giornali lo celebrano e raccontano, è divertente ricordare un bizzarro e poco noto episodio, la volta in cui John Cage partecipò al programma televisivo a quiz “Lascia o raddoppia?” condotto da Mike Bongiorno, nel 1958. Così lo ha ricostruito il blogger Marco Lenzi (qui in inglese lo racconta il sito del John Cage Trust).

Reduce della storica partecipazione ai Ferienkurse di Darmstadt nell’estate del 1958, durante i quali con la sua musica aleatoria mandò a gambero mondo l’universo compositivo coeso e coerente degli strutturalisti europei, John Cage trascorse l’autunno e parte dell’inverno successivi in Italia, a Milano, invitato da Luciano Berio a lavorare allo Studio di Fonologia della Rai. Lì il compositore americano produsse uno dei suoi pezzi più noti, Fontana mix per nastro magnetico, che realizzò andando in giro per la città lombarda a registrare rumori di ogni sorta che vennero poi rielaborati in studio secondo quel metodo di lavoro maniacale che aveva già caratterizzato gran parte della sua opera dalla Music of Changes (1951) in poi (un lavoro massacrante di ore, giorni e mesi che consisteva, in questo caso, nel ritagliare e incollare su porzioni di nastro vergine migliaia di piccolissimi pezzi di nastro, le cui caratteristiche – durata, collocazione, etc. –  erano rigorosamente determinate dal lancio delle monete dell’I Ching). Durante il soggiorno milanese Cage compose anche un’Aria per la stupefacente e versatile voce di Cathy Barberian, all’epoca moglie di Berio, e intraprese in compagnia del compositore ligure una serie di concerti in alcune città italiane. Ma se questi pezzi e questi concerti sono passati alla storia della musica moderna, la presenza di Cage in Italia è passata anche alla storia del costume per la sua partecipazione a Lascia o raddoppia, il quiz di Mike Bongiorno che non ha ovviamente bisogno di alcuna presentazione. La storia del come andarono le cose al riguardo è abbastanza buffa e ha dei curiosi retroscena, svelati per ovvie ragioni da poco tempo. Bisogna dunque sapere che a quel tempo Cage, nonostante fosse un compositore quarantaseienne già internazionalmente affermato, viveva praticamente in uno stato di semi-indigenza (fu solo a partire dal decennio successivo che cominciò ad avere qualche entrata che gli permettesse di vivere un po’ più dignitosamente, grazie soprattutto alla collaborazione con la compagnia di danza di Merce Cunningham); basti pensare che non aveva neanche un vestito con cui presentarsi in televisione (gli fu infatti prestato da Berio) e che la stessa Cathy Barberian dovette rammendargli in fretta e furia una manica scucita dieci minuti prima di entrare in trasmissione. Perciò a Berio e a Umberto Eco, che in quel periodo lavoravano alla Rai, venne l’idea di farlo partecipare al quiz per vedere se riusciva a vincere un po’ di denaro che gli permettesse almeno di tornare negli Stati Uniti  (e forse anche perché Berio si era un po’ rotto i coglioni di tenerselo in giro per casa).

(continua a leggere sul blog di Marco Lenzi)

 

(articoli dalla Stampa, foto dal RadioCorriere dell’epoca)

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