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  • mercoledì 22 Agosto 2012

Le tasse e il terremoto in Emilia

A fine anno le persone e le aziende coinvolte nelle scosse di maggio dovrebbero riprendere a pagare, ma si sta trattando per ottenere una proroga

Negli ultimi giorni si parla molto della questione delle tasse dovute dalle persone e dalle aziende che stanno ancora subendo le conseguenze del terremoto in Emilia del 20 e 29 maggio. Poco dopo il terremoto, infatti, il governo aveva sospeso il pagamento di tutte le tasse, i contributi, l’IVA e le rate dei mutui fino alla fine del 2012. Ad agosto era stato ripetuto dall’Agenzia delle Entrate che la sospensione si sarebbe interrotta negli ultimi mesi dell’anno – le scadenze sono diverse a seconda dei pagamenti dovuti – ma negli ultimi giorni i presidenti delle regioni coinvolte (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto) hanno chiesto al governo di prolungare la sospensione. Oggi Lorenzo Salvia e Valentina Santarpia spiegano sul Corriere della Sera a che punto è la situazione.

Una proroga sì, ma «selettiva». Nel senso che il nuovo rinvio per il pagamento di tasse e contributi non riguarderà tutte le persone che vivono nei comuni colpiti dal terremoto, come previsto finora. Ma solo chi ha ancora la casa inagibile o l’azienda danneggiata dopo le scosse di tre mesi fa. La questione sarà discussa nel Consiglio dei ministri di venerdì, il primo dopo la pausa estiva. E, se alcuni nodi devono essere ancora sciolti, il governo sta studiando il modo di accogliere le richieste che arrivano dalle zone terremotate di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Proprio ieri i tre governatori hanno scritto al presidente Mario Monti per chiedergli di rivedere le decisioni prese nei primi giorni dell’emergenza.

DUE DECRETI – Con due decreti il governo aveva sospeso tutti i pagamenti fiscali e previdenziali: non solo l’Imu, che viene annullata per tutto il periodo dell’inagibilità dell’immobile, ma anche l’Irpef, l’imposta sulle persone fisiche, l’Ires e l’Iva, che riguardano le imprese, oltre alle rate dei mutui e dei finanziamenti. Alcune di queste scadenze erano state spostate al 30 settembre, altre al 30 novembre, sempre del 2012. I tre presidenti di Regione chiedono di rinviarle tutte al 30 giugno dell’anno prossimo ma solo per «coloro che a causa dell’inagi bilità della casa di abitazione o dello studio professionale o delle difficoltà connesse con il riavvio delle attività produttive (…) risultino particolarmente esposti a problemi di liquidità e di equilibrio finanziario».

(continua a leggere sul sito del Corriere della sera)