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  • mercoledì 15 Agosto 2012

Obama e Romney se le danno

Negli ultimi due giorni la campagna elettorale negli Stati Uniti si è fatta molto aggressiva: accuse pesanti, insulti, cani e catene

Le elezioni presidenziali americane di novembre sono tra meno di tre mesi, la campagna elettorale sta per entrare nella sua fase più intensa e importante e da ieri il tono dei due candidati, dei loro staff e dei loro sostenitori si è fatto parecchio aggressivo, come poche altre volte era successo fin qui.

Prima, durante un comizio in Iowa, Obama ha tirato fuori la vecchia storia del cane di Romney. Se non la conoscete, è questa: nel 1983 Romney portò la famiglia in vacanza in macchina e per ragioni di spazio il cane Seamus, un setter irlandese, viaggiò in un trasportino legato al tetto dell’automobile. Le molte ore di viaggio terrorizzarono il cane, che fece la cacca sulla macchina per la paura. L’aneddoto è stato raccontato molte volte per deridere e criticare Romney ieri il presidente degli Stati Uniti, parlando di energie alternative, ha detto:

«In un discorso di qualche mese fa, Romney aveva detto che “Non si può guidare una macchina con sopra un mulino a vento”. Ora, non so se ci abbia davvero provato. Quel che so è che ha avuto altre cose sopra alla sua macchina»

Il portavoce di Romney, Reince Priebus, ha ribattuto con un tweet: «Obama continua a fare campagna su cose irrilevanti e accusa Romney di essere un vigliacco e un assassino. La prossima volta accuserà Romney di avere mangiato un cane».

 

La frase di Priebus fa un riferimento sarcastico al fatto che Obama, in un brano del suo libro “I sogni di mio padre”, ha raccontato di aver mangiato carne di cane in Indonesia, dove visse da ragazzo.

Lo scambio di attacchi tra le due campagne non è finito qui. Martedì mattina il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, durante un comizio nel sud della Virginia, di fronte a una platea con molti elettori afro-americani, ha detto che Mitt Romney vorrebbe «liberare dalle catene» Wall Street e magari «rimetterle a voi».

Romney ha risposto poco dopo dall’Ohio, invitando Obama e i suoi «a tornarsene a Chicago, con la sua campagna elettorale fatta di divisione, rabbia e odio». Storicamente, Chicago è una città in cui i politici hanno spesso utilizzato metodi spicci e scorretti per farsi largo.

Il portavoce di Obama, Ben LaBolt, ha ribattuto in una nota: «La reazione di Romney è particolarmente bizzarra, dal momento che proprio in queste settimane ha speso decine di milioni di dollari in spot televisivi che accusano il presidente Obama di cose palesemente e provatamente false».

Foto: Scott Olson/Getty Images