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  • giovedì 9 Agosto 2012

Il processo a Gu Kailai è già finito

La moglie di Bo Xilai, il politico cinese espulso dal partito lo scorso marzo e al centro di un grosso scontro di potere, non ha contestato l'accusa di omicidio

di Davide Piacenza@davide

Aggiornamento di venerdì 10 agosto
L’agenzia di stampa Reuters ha scritto che Gu Kailai, la moglie dell’alto funzionario del partito Comunista Cinese Bo Xilai, ha ammesso ieri di aver ucciso Neil Aheywood nel novembre scorso, durante la prima udienza del processo. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa cinese Xinhua che ha riportato le parole di Gu Kailai: «In quei giorni soffrivo di una crisi mentale dopo aver saputo che mio figlio era in pericolo», «la mia intenzione non era di colpire solo Neil ma anche altre famiglie». E ha aggiunto: «Dico solennemente al giudice che al fine di mantenere la dignità della legge, accetterò serenamente ogni decisione e mi aspetto una sentenza equa e giusta».
Le autorità cinesi hanno avviato un procedimento penale contro quattro agenti di polizia accusati di aver cercato di coprire l’uccisione dell’uomo d’affariGli ufficiali sono stati licenziati «per aver piegato la legge e per favoritismo». La priorità del partito Comunista Cinese, scrive Reuters, è garantire il controllo dei vertici del partito prima del rinnovamento dei leader che ci sarà quest’anno. E anche Bo Xilai sarebbe a rischio processo, perché le autorità sospettano un suo coinvolgimento nell’aver coperto l’omicidio, rischiando molti anni di carcere.

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Aggiornamento 11.25. Le autorità cinesi hanno reso noto che il processo a Gu Kailai, iniziato stamattina, si è già concluso. Gu non ha contestato l’accusa di omicidio. La data del verdetto sarà resa nota successivamente. Il processo era iniziato quest mattina a Hefei.

L’avvocato Gu Kailai, moglie di Bo Xilai, è attesa oggi al tribunale di Hefei – una città dell’est della Cina, mille chilometri a sud di Pechino – per rispondere dell’accusa di assassinio dell’uomo d’affari inglese Neil Heywood.

Bo Xilai, 62 anni, è l’alto funzionario del Partito Comunista Cinese (PCC) espulso lo scorso marzo dall’ufficio politico e dal Comitato Centrale del partito perché sospettato di essere coinvolto in una serie di “gravi violazioni disciplinari”. Figlio di un leader comunista dei tempi di Mao e di orientamento considerato “conservatore”, è stato a lungo considerato un possibile contendente alla guida del Partito Comunista Cinese e quindi del paese. L’ultimo suo incarico è stato quello di leader del partito a Chongqing, una grande municipalità dove ha investito nelle infrastrutture, ha guadagnato sempre più consenso e ha avviato una grande battaglia contro la criminalità organizzata con metodi populisti e appariscenti.

L’uomo d’affari britannico Neil Heywood è stato ucciso il 14 novembre 2011 proprio nella municipalità di Chongqing ed era considerato vicino, anche finanziariamente, alla famiglia di Bo Xilai. Secondo un ex collaboratore di Bo Xilai sarebbe stato avvelenato da lui e sua moglie. Secondo la stampa cinese Gu Kailai avrebbe confessato l’omicidio e, sei mesi dopo le dimissioni del marito dal partito, avrebbe parlato anche di non meglio precisati “reati finanziari”, riferiti al periodo del mandato di Bo Xilai. Tuttavia, l’unico capo d’imputazione che Gu affronterà al processo che la riguarda è quello connesso all’omicidio di Neil Heywood; e in molti pensano che la mancanza di ulteriori accuse – su tutte quelle per le tangenti e gli abusi di potere – preludano a un sostanziale trattamento di favore nei confronti di Bo, che non dovrebbe così difendersi dalle accuse più pesanti relative alla sua amministrazione.

In Cina la giustizia e la politica camminano di pari passo, ed è ormai comunemente accettata la lettura del caso Bo Xilai prima di tutto come conflitto politico tra diverse correnti del Partito Comunista Cinese. Secondo il South China Morning Post, infatti, una volta neutralizzato Bo i vertici del partito non vogliono che il processo gravi eccessivamente sull’immagine del governo e dei suoi esponenti. Esattamente come nel periodo che seguì la morte di Mao, i vertici di Pechino hanno interesse a minimizzare le conseguenze della vicenda che riguarda Bo Xilai.

I tempi e il contesto dell’azione giudiziaria riportano alla mente, spiega il China Digital Times, la vicenda della “banda dei quattro”, quattro maoisti – una di loro era Jiang Qing, ultima moglie di Mao Zedong – accusati nel 1981 di reati commessi durante la Rivoluzione Culturale. Il gruppo venne dichiarato colpevole dopo un’inchiesta rapidissima, condizionata pesantemente da questioni politiche e lotte intestine.

Perché il caso di Bo Xilai è importante

foto: Gu Kailai. (AP Photo/Alexander F. Yuan)