Chi si inventa “Scipione” e “Minosse”

Le "ondate di calore" hanno un nome, in Italia, solo da pochi mesi: se lo è inventato un sito internet, con grande successo mediatico e qualche polemica

Quest’anno, i giornali e i mezzi di comunicazione italiani hanno cominciato a riferirsi alle “ondate di calore” estive, solitamente aree circolari di alta pressione (anticicloni) che provengono dal continente africano, con nomi propri storici o mitologici: dopo “Scipione” e “Caronte”, in questi giorni viene annunciato l’arrivo di “Minosse”. I nomi, utilizzati per la prima volta probabilmente per gli anticicloni “Lucy” e “Hannibal” dell’aprile 2012, sono stati scelti da un portale meteorologico italiano e non sono ufficialmente riconosciuti dalla comunità meteorologica internazionale, che solitamente non assegna nomi a questo tipo di fenomeni.

In Europa, la pratica di assegnare nomi agli eventi meteorologici non è consueta, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti con tempeste e cicloni di violenza sconosciuta da noi. A partire dalla Seconda guerra mondiale, i meteorologi americani dell’esercito in servizio nel Pacifico iniziarono ad assegnare alle tempeste tropicali nomi femminili: l’idea ebbe molto successo, dato che fino ad allora le tempeste erano indicate con un metodo ben meno pratico, le coordinate geografiche del luogo in cui si erano originate. Dal 1953, il sistema di assegnazione di nomi propri venne adottato dal National Hurricane Center per tempeste tropicali che nascevano nell’Oceano Atlantico.

La scelta di nomi esclusivamente femminili portò a qualche protesta, ad esempio da parte dei movimenti femministi – non era raro che gli scienziati assegnassero i nomi di mogli, fidanzate o suocere – e attualmente il sistema statunitense prevede che negli anni pari siano dati nomi maschili, mentre negli anni dispari nomi femminili. Il National Hurricane Center ha sei liste, che vengono riutilizzate periodicamente: ogni lista contiene 21 nomi in ordine alfabetico e si riferisce alle tempeste di un anno. Ci sono anche condizioni precise per le classificazioni: se il vento raggiunge la velocità di 39 miglia all’ora (62,7 km/h) si chiama “tempesta tropicale”, se invece supera le 74 miglia orarie (119 km/h) si chiama “uragano”.

L’unico ente europeo che, fin dagli anni Cinquanta, dà nomi ai fenomeni atmosferici di alta e di bassa pressione (non limitandosi quindi a fenomeni molto distruttivi come gli uragani, molto più rari in Europa) è l’Istituto di Meteorologia della Freie Universität di Berlino. Come precisa il suo sito ufficiale, “ad esclusione del Servizio Meteorologico degli Stati Uniti, l’Istituto di Meteorologia è l’unica fonte mondiale per fornire nomi ai vortici”, anche se non fornisce prove a supporto della sua affermazione Anche il sito dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (OMM) non registra tra gli argomenti trattati le procedure di denominazione per altro che non siano le tempeste tropicali e gli uragani.

L’Istituto di Meteorologia berlinese ha iniziato a dare nomi nel 1954, inizialmente chiamando i fenomeni di alta pressione con nomi maschili e quelli di bassa pressione con nomi femminili: ma fino agli anni Novanta i nomi erano usati solo dai giornali berlinesi. Nel novembre 2002 è partita l’iniziativa “Aktion Wetterpate (Adopt-a-Vortex)”: chiunque può dare un nome, pagando un prezzo variabile tra i 199 e i 299 euro, soldi con cui l’Istituto finanzia iniziative educative e una stazione meteo vicino a Berlino. Si possono assegnare nomi a fenomeni di alta o di bassa pressione. Esistono specifiche regole sui nomi da dare, e chi li attribuisce può decidere di linkare anche a un sito web sulla pagina ufficiale che li raccoglie tutti. Quelli che in Italia sono stati chiamati “Caronte” e “Scipione” sarebbero, secondo questa lista, “Stefan” e “Volker”.

E veniamo all’Italia. A partire dallo scorso aprile, il sito IlMeteo ha iniziato ad assegnare nomi che sono stati ripresi rapidamente e con successo crescente dai mezzi di comunicazione. Il direttore del sito, Antonio Sanò, dice che i nomi vengono scelti attraverso il forum del sito e su Facebook, aggiungendo che le persone che hanno scelto il nome “Minosse” sarebbero state 200 mila.  Niente di ufficialmente riconosciuto, ma nel testo di una email riportato nel forum di IlMeteo.it, lo stesso Istituto di Meteorologia berlinese si riferirisce alla pratica di assegnare nomi come a una “tradizione accettata”. L’iniziativa del sito, però, ha causato anche polemiche e interventi critici da parte di altri meteorologi, tra cui il celebre colonnello Giuliacci, sulla base del fatto che le procedure di assegnazione non sono riconosciute ufficialmente, o che non sia stato stabilito con chiarezza quali caratteristiche deve avere un fenomeno per ricevere un proprio nome.

(foto: Chris Graythen/Getty Images)

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