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  • sabato 2 giugno 2012

Che cosa si sa del “caso” Buffon

Negli ultimi giorni si è parlato di un coinvolgimento del portiere della Nazionale in un giro di scommesse, dopo le sue dichiarazioni sul rapporto tra le procure e i giornali

Negli ultimi giorni il portiere e capitano della nazionale italiana di calcio, Gianluigi Buffon, si è ritrovato in mezzo a una storia che riguarda lui e un presunto giro di scommesse nel 2008-2010, con diversi passaggi poco chiari nel modo e nei tempi con cui le informazioni sono state divulgate. Una delle poche certezza, che poi è la più importante, è che Buffon non risulta indagato da nessuna procura e nemmeno dalla giustizia sportiva.

Il 30 maggio Buffon, 34 anni, aveva rilasciato una dichiarazione molto dura sulle modalità con cui vengono diffuse dichiarazioni contenute nei verbali e indiscrezioni sulle indagini che riguardano lo scandalo delle scommesse nel calcio. Il giorno doppo, il 31 maggio, i siti dei principali quotidiani italiani avevano rivelato il fatto che la Guardia di Finanza di Torino stesse facendo degli accertamenti su alcuni assegni che Buffon aveva versato al titolare di una ricevitoria di Parma, per un totale di circa 1 milione e 500 mila euro.

La “nota informativa”
Sulla questione si sono subito scatenate polemiche, ma restano ancora molti punti interrogativi. Il primo riguarda la provenienza e la natura del documento i cui dettagli sono stati rivelati dai giornali. Il documento in questione sarebbe una nota informativa del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Torino, risalente a prima del 2011 ma dalla data non precisata, in cui si parla di “un’anomala movimentazione caratterizzata dall’emissione nel periodo gennaio 2010 – settembre 2010 di n. 14 assegni bancari, di importi tondi compresi tra 50mila ed euro 200mila per un totale di 1.585.000 euro”, secondo quanto riportato da Repubblica.

Il destinatario
La seconda questione riguarda il destinatario degli assegni. Si tratta del signor Massimo Alfieri, che è il titolare di una tabaccheria e ricevitoria di Parma, in via Garibaldi, abilitata al trattamento delle scommesse sportive, anche calcistiche. Rispetto all’attività della ricevitoria di proprietà di Massimo Alfieri, l’Ufficio scommesse dei Monopoli di Stato ha dichiarato ieri in una nota che “non si hanno informative circa comportamenti scorretti da parte del bookmaker e del titolare del punto vendita, ivi compresi quelli relativi all’antiriciclaggio, che obbliga il gestore al riconoscimento del giocatore che scommetta o incassi vincite per cifre superiori a mille euro”.

La terza domanda riguarda il perché Gianluigi Buffon abbia versato più di un milione e mezzo di euro al tabaccaio Massimo Alfieri: ma qui si va nel campo delle domande che forse non è più lecito domandarsi dato che, come ha detto Buffon ieri sera, con i propri soldi il giocatore ha il diritto di fare ciò che vuole, all’interno di quello che è permesso dalla legge e dai regolamenti sportivi. E infatti, è utile ripetere, Buffon non è indagato per la vicenda.

I Rolex
A questa domanda, ad ogni modo, i legali di Buffon hanno risposto, secondo quanto scrive il Corriere della Sera citando ancora l’informativa della Guardia di Finanza: questi trasferimenti di soldi avrebbero avuto l’obiettivo di “tutelare il patrimonio personale di Buffon”. Sempre secondo quanto riporta il Corriere, avrebbero anche “accennato all’esistenza di una società fiduciaria e all’acquisto di immobili a Parma”, aggiungendo però che non ci sarebbero riscontri su questa circostanza.

Secondo gli avvocati di Buffon, che hanno rilasciato ieri una dichiarazione a Sky Sport 24, la spesa maggiore viene da un acquisto ben preciso, quello di alcuni orologi Rolex: “Il bonifico più cospicuo, risalente al 13 settembre 2010, riguarda l’acquisto di venti Rolex, che sono nella cassaforte di Gianluigi da mesi. Un acquisto compatibile con il suo reddito e che è scritto nella casuale del bonifico. Cos’altro deve fare? Siamo in grado di dimostrare che ogni pagamento effettuato non riguarda le scommesse sportive”.

I calciatori possono scommettere
In generale, sulla possibilità per i calciatori di scommettere, il regolamento della FIGC è molto chiaro, e vieta ai propri iscritti di scommettere, anche presso i punti autorizzati. Ma il divieto riguarda soltanto le scommesse “che abbiano ad oggetto i risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIFA, della UEFA e della FIGC”.

Ciò significa che un qualsiasi iscritto alla FIGC non può scommettere sulle competizioni internazionali organizzate da UEFA e FIFA e su tutte le competizioni italiane organizzate dalla FIGC, ma è libero di scommettere su tutte le altre competizioni sportive e sui campionati esteri, organizzati da altre federazioni.

Che paura, che vergogna, Francesco Costa sul “caso” Buffon

foto: FABRICE COFFRINI/AFP/GettyImages

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