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  • giovedì 26 Aprile 2012

La riforma sulle foreste in Brasile

Permetterà di tagliare alberi più facilmente e garantirà un'amnistia a chi ha violato la legge prima del 2008, gli ambientalisti protestano

Ieri sera il Congresso del Parlamento brasiliano ha approvato una riforma del codice forestale, molto criticata da Greenpeace e altre associazioni ambientaliste. La riforma, passata con 247 voti a favore e 184 contrari, a meno di sorprese diventerà legge con la firma del presidente Dilma Rousseff e prevede nuove norme sulla preservazione della Foresta amazzonica in Brasile, che allenteranno dunque i divieti per agricoltori e grandi aziende nello sfruttamento del territorio. In particolare, i punti più controversi del nuovo codice sono due:

– Gli agricoltori potranno coltivare in spazi molto più vicini a sponde di fiumi o sulle colline, senza i limiti della legge precedente che risale al 1965 e che prevede il divieto di deforestazione da circa 30 a 100 metri intorno alle rive dei fiumi. Questa modifica, secondo gli ambientalisti, renderebbe gli argini fluviali più soggetti all’erosione, con gravi danni all’ambiente e alla fauna. I nuovi limiti, inoltre, verranno decisi dai singoli stati brasiliani e non dallo stato centrale.

– Ci sarà un’amnistia per chi ha infranto la legge prima del luglio 2008, deforestando in zone vietate. Queste persone eviteranno multe fino a un milione di dollari per un appezzamento illegale di 800 ettari. Rimane tuttavia l’obbligo per chi ha coltivato in aree protette di ripiantare gli alberi tagliati illegalmente, oppure comprare e preservare la stessa quantità di foresta in un’altra zona del paese.

Secondo diversi proprietari terrieri e agricoltori brasiliani, la riforma del codice forestale è molto importante per incrementare la produzione agricola, che rappresenta il 5 per cento del PIL brasiliano e che fino a questo momento, secondo loro, sarebbe stata bloccata da leggi troppo severe. Gli ambientalisti invece sostengono che la riforma indebolirebbe le leggi per la protezione delle foreste brasiliane, rinunciando così ai progressi degli ultimi anni in tema di ambiente. Fino a oggi circa il 20 per cento della vegetazione della Foresta Amazzonica in Brasile è stata distrutta, ma negli ultimi anni questo fenomeno è stato combattuto in maniera molto decisa, soprattutto dal 2008 in poi, da quando vengono utilizzate immagini satellitari per scoprire chi vìola la legge. Il tasso di deforestazione della Foresta amazzonica ha toccato infatti il suo minimo tra agosto 2010 e luglio 2011, quando sono stati abbattuti “solo” 6.240 chilometri quadrati di vegetazione.

Fonte: BBC

nella foto: attivisti brasiliani chiedono il veto del presidente Rousseff contro la riforma del codice forestale (AP/Eraldo Peres)