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  • lunedì 12 Marzo 2012

Aggiornamenti sul caso Lamolinara

I suoi familiari parlano di un nuovo video in possesso delle autorità italiane, mentre il ministro Terzi si difende sul Corriere della Sera

Oggi a Gattinara, in provincia di Vercelli, sono previsti i funerali dell’ingegnere Franco Lamolinara, ucciso giovedì scorso dai suoi rapitori durante il raid delle forze speciali britanniche a Sokoto, in Nigeria. Ieri è emerso che i familiari di Lamolinara erano stati convocati dal ministero degli Esteri italiano verso la fine di febbraio: le autorità erano venute in possesso di un nuovo video dell’ingegnere, oltre a quello dell’agosto scorso dove compare con l’altro ostaggio ucciso con lui, l’inglese Chris McManus.

Nel video, secondo i racconti dei familiari di Lamolinara, si vedeva l’ingegnere vivo, dimagrito ma apparentemente in buone condizioni di salute. Non si sa come il ministero degli Esteri sia venuto in possesso del filmato, molto probabilmente, scrive il Messaggero, grazie a un’operazione congiunta tra servizi segreti italiani e nigeriani (o inglesi). Il video era stato considerato dai familiari di Lamolinara come un segnale rassicurante e la possibilità di una trattativa tra le autorità italiane e i rapitori. Tuttavia, da quanto si apprende, nel filmato non vengono citate rivendicazioni o richieste di riscatto. In genere video simili vengono fuori quando i rapitori si sentono piuttosto al sicuro da eventuali blitz. Le cose sarebbero cambiate martedì 6 marzo, quando un terrorista nigeriano, Abu Muhammad, è stato arrestato e ha svelato dove si trovava il covo dei rapitori.

Per quanto riguarda lo scontro diplomatico tra Regno Unito e Italia, invece, oggi il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha scritto una lettera al Corriere della Sera in cui si difende dalle polemiche degli ultimi giorni che hanno coinvolto il Regno Unito, accusato di non aver avvertito per tempo gli italiani sul blitz per Lamolinara. Terzi ha scritto che i problemi con il Regno Unito verranno presto risolti e che a giorni è prevista in questo senso proprio una visita a Roma del ministro degli Esteri britannico, William Hague.

Franco Lamolinara era un ingegnere edile di 47 anni. Era nato a Gattinara in provincia di Vercelli, lavorava per la società di costruzioni Stabilini Visinoni Limited e si trovava in Nigeria da circa dieci anni. È stato rapito a Birnin Kebbi, capitale dello stato di Kebbi, nel nordovest della Nigeria, con il suo collega ingegnere Cristopher Mc Manus nella notte tra il 12 e il 13 maggio del 2011 da un commando armato. Secondo i risultati dell’autopsia, sarebbe stato ucciso giovedì scorso con 4 colpi di pistola piuttosto ravvicinati (il che fa pensare a un’esecuzione dei rapitori).

Non è ancora chiaro se per Lamolinara e McManus fosse stato pagato poco prima del blitz un riscatto di circa un milione di sterline dei 4 apparentemente chiesti dai rapitori, così come non è ancora chiaro chi fossero esattamente i rapitori di Lamolinara e McManus. Si è detto che ad averli rapiti sia stato il gruppo terrorista islamico Boko Haram che però ha smentito un suo coinvolgimento. Lo scorso dicembre la cellula terrorista semiautonoma “Al Qaida oltre la terra del Sahel” aveva rivendicato il rapimento di McManus.

foto: LaPresse