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  • mercoledì 7 Marzo 2012

Costa Concordia, la nave si è mossa

Ieri sette centimetri in due ore, a causa del maltempo; intanto Matrix ha trasmesso due telefonate registrate la notte del naufragio

La Concordia ieri si è mossa di sette centimetri in due ore, prima di stabilizzarsi. Lo hanno reso noto gli esperti del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, attribuendo il movimento al peggioramento delle condizioni meteomarine, che hanno portato alla sospensione delle operazioni di rimozione del carburante. La nave si è poi nuovamente stabilizzata e ha ricominciato a muoversi col solito ritmo, circa un millimetro l’ora. Ieri le operazioni erano poi riprese nel pomeriggio: sono concentrate nella sala macchine, l’ultimo luogo dove le cisterne contengono ancora carburante.

Ieri sera Matrix ha trasmesso l’audio della prima telefonata tra la Capitaneria di Porto di Livorno e la Costa Crociere, la notte del naufragio. Erano le 2.49 del 14 gennaio, la telefonata fu fatta dalla capitaneria e ricevuta da Roberto Ferrarini, responsabile dell’unità di crisi di Costa Crociere, oggi indagato per concorso in omicidio colposo e omissione di comunicazioni alla capitaneria. Le autorità chiedono a Ferrarini di far arrivare al Giglio qualcuno della compagnia, che conosca la nave e sappia orientare i soccorsi. Ferrarini assicura che «stanno venendo giù un nostro comandante e un nostro responsabile dell’ufficio sicurezza, che sono le persone più adatte». In serata però Costa Crociere ha diffuso un comunicato precisando che la telefonata trasmessa da Matrix non era stata la prima tra Ferrarini e la Capitaneria.

Oggi il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, è intervistato dal Sole 24 Ore. Foschi commenta la commessa assegnata a Fincantieri da Carnival, la società americana che controlla il gruppo italiano, dicendo che “ristabilisce fiducia nell’industria delle crociere e conferma l’impegno di Carnival in Italia, con Fincantieri”, e afferma che “non è possibile che il marchio scompaia”, perché sarebbe “un delitto industriale e un errore anche sotto il profilo economico”.

foto: AP Photo/Italian Navy