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  • domenica 26 Febbraio 2012

Nove gol fantasma

Gol regolari non convalidati (e viceversa) dopo Milan-Juventus di ieri sera

Ieri sera allo stadio Meazza di Milano, al 25′ della partita del campionato italiano di calcio tra Milan e Juventus, il centrocampista del Milan Sulley Muntari ha colpito di testa da distanza ravvicinata e Gianluigi Buffon, portiere della Juventus, ha respinto. Il guardalinee Romagnoli però non si è accorto che la palla aveva superato la linea di porta di parecchi centimetri e l’arbitro Tagliavento non ha concesso il gol. Gli appassionati di calcio chiamano episodi come questo “gol fantasma”, e in passato ce ne sono stati moltissimi: arbitri che non concedono il gol quando la palla ha ampiamente superato la linea, oppure che, al contrario, convalidano gol inesistenti.

Virgino De Paoli, Lazio-Juventus, 22 gennaio 1967 (risultato finale 0-0)
L’attaccante juventino De Paoli tirò in porta da distanza ravvicinata, la palla entrò, ma rimbalzò fuori. L’arbitro non se ne accorse e, credendo che avesse colpito la traversa, non convalidò il gol. È uno degli esempi più antichi nel calcio italiano del fenomeno dei “gol fantasma”.

Geoff Hurst, Inghilterra-Germania Ovest, 30 luglio 1966 (4-2)
L’attaccante inglese Geoff Hurst, all’undicesimo minuto del primo tempo supplementare della finale dei campionati del mondo, scaricò un potente tiro che, dopo aver colpito la traversa, rimbalzò per terra, uscendo. L’arbitro, dopo un consulto con il guardalinee, decise di concedere il gol, decretando il 3 a 2 per gli inglesi. È uno dei gol più discussi della storia del calcio. Recentemente alcune immagini rallentate al digitale sembrano dimostrare che i pallone non aveva superato la linea di porta.

Frank Lampard, Germania-Inghilterra, 26 giugno 2010 (4-1)
Il centrocampista inglese Frank Lampard superò il portiere tedesco Neuer con un pallonetto da fuori area, la palla toccò la traversa e rimbalzò oltre la linea di porta, ma l’arbitro non concesse il gol. Sarebbe stato il gol del 2 a 2 che avrebbe cambiato la partita. È ritenuto da molti la “vendetta” tedesca del gol di Hurst della finale dei mondiali del 1966.

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