• Italia
  • mercoledì 15 Febbraio 2012

Lo sgombero di “Occupy Pisa”

Il video degli studenti che si sono scontrati con i carabinieri fuori da una banca e che ora hanno messo le loro tende in piazza

Poco prima delle sette di questa mattina è iniziato lo sgombero del palazzo di via La Pergola a Pisa occupato da alcuni mesi dagli studenti del movimento Occupy Pisa. La polizia ha rotto il lucchetto del portone d’ingresso e gli agenti sono entrati: i tre studenti che si trovavano all’interno sono stati denunciati per occupazione e il palazzo è stato posto sotto sequestro.

Subito dopo lo sgombero, un centinaio di manifestanti si è radunato in Piazza Dante e intorno a una filiale della Cassa di Risparmio di Pisa gridando: «Noi non pagheremo il debito alle banche». Da qui, il corteo si è spostato in Piazza Garibaldi dove un gruppo di carabinieri in tenuta antisommossa ha impedito ad alcuni studenti di entrare nella banca Unicredit: ci sono stati degli scontri e tre ragazzi hanno riportato delle lievi ferite.

In Piazza Dante, dove il corteo è tornato dopo tre ore, sono state montate alcune tende e un gazebo. L’intenzione dichiarata dagli studenti è quella di continuare direttamente in piazza le attività che prima si svolgevano nello stabile occupato. Stasera, dalle ore 21,00 alla Facoltà di Lettere, è in corso un’assemblea per decidere come portare avanti la protesta.

Ieri Occupy Pisa aveva iniziato una campagna intitolata “Esponiamoci” per raccogliere firme contro lo «scandalo» bancario legato all’immobile di via La Pergola. Gli studenti, durante una conferenza stampa, avevano detto di voler presentare un esposto al Tribunale di Pisa per «mettere in luce le evidenti illegalità e speculazioni che si celano dietro l’immobile via La Pergola, oggetto di un vero e proprio scandalo finanziario, il cui costo sociale ed economico gli stessi protagonisti della speculazione vorrebbero continuare a riversare sulla collettività».

Secondo la ricostruzione fatta dal movimento Occupy Pisa e presentata ieri l’attuale proprietaria è una società in liquidazione: l’Olivia s.r.l. dell’imprenditore Massimo Cimatti.

Questa società è stata fondata il 9 novembre 2005 con un capitale sociale di soli 10.000 euro (il minimo legale per costituire una Società a Responsabilità Limitata), ed è stata sciolta il 15 novembre 2010, per iniziativa “volontaria”, ovvero ha affidato i suoi beni ad un liquidatore per cercare di ripagare i debiti che ha contratto. Questa società “fantasma”, attraverso un sistema complesso di scatole cinesi della finanza “creativa”, è detenuta dalla società finanziaria Norman 95, fallita lo scorso luglio con 200 milioni di euro di debiti, nonostante la continua elargizione di credito concessa da un pool di banche amiche, in primis il Monte dei Paschi di Siena e Unicredit.

Lo scandalo sta nel fatto che questa società, Olivia s.r.l. controllata occultamente da Norman 95 di Cimatti, appena costituita e senza nessuna garanzia economica, ha chiesto e ottenuto un prestito di dalla MpS e da una società del gruppo Lehman Brothers, al fine di trasferire 23 milioni di euro al Banco popolare italiano all’epoca (2005) del “furbetto del quartierino” Fiorani, condannato per vari reati nel tentativo della scalata Antonveneta, e direttamente coinvolto nel capitale di Norman 95 (ma non di Olivia s.r.l.!), assieme ad altri super faccendieri quali il vice-presidente di Unicredit e della Cassa di Risparmio di Alessandria Palenzona. La decina di immobili di cui fa parte “Via La Pergola” sono stati utilizzati per occultare questi trasferimenti di denaro, indebitando volontariamente le società “fantasma” di Norman, come Olivia s.r.l., poi messe in liquidazione.

Il caso Antonveneta