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  • mercoledì 8 Febbraio 2012

Il parlamentare egiziano muezzin

Durante la seduta di ieri, un deputato salafita si è alzato e ha iniziato a cantare il richiamo alla preghiera, ripreso dal presidente

Durante la seduta del Parlamento egiziano di ieri, un parlamentare del partito estremista islamico salafita al-Nour, Mamdouh Ismail, si è alzato improvvisamente dal suo seggio e ha cominciato l’adhān, il richiamo alla preghiera che solitamente cantano i muezzin dai minareti delle moschee, causando alcuni minuti di confusione nell’assemblea e un apparente imbarazzo anche tra i parlamentari del suo partito.

Il gesto di Ismail è piuttosto incomprensibile, scrive il blog The Arabist, non solo perché il Parlamento era nel mezzo di una discussione, ma anche perché non sembrava che fosse uno dei cinque momenti della giornata in cui è prescritta la preghiera obbligatoria per i musulmani. Il presidente del parlamento, Saad al-Katatni, che fa parte dei Fratelli Musulmani, lo ha invitato con decisione a smettere, dicendogli “Non sei più musulmano di nessuno di noi” e che vicino all’edificio del parlamento si trovava una moschea dove era possibile pregare.

Ismail è un avvocato e un politico estremista islamico, noto in passato per aver difeso diversi egiziani accusati di terrorismo e di legami con al-Qaida. Al momento dell’insediamento del parlamento, aveva causato un altro momento di confusione quando aveva modificato la formula di giuramento, aggiungendo che sarebbe rimasto fedele alla repubblica egiziana “fintanto che non sarà violata la legge di Dio”. I partiti di ispirazione islamica formano quasi tre quarti del parlamento, dopo il lungo processo elettorale concluso il mese scorso. I più radicali, quelli del partito al-Nour di cui fa parte Ismail, hanno ottenuto il 24 per cento dei seggi.