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  • venerdì 3 febbraio 2012

Il ministro dell’Energia britannico si è dimesso

Per una multa. È accusato insieme alla moglie di aver mentito su chi era alla guida della sua auto, registrata in eccesso di velocità nel 2003

Con una lettera al primo ministro David Cameron il ministro britannico dell’Energia, Chris Huhne, si è dimesso oggi dopo che è stato annunciato l’inizio di un processo contro di lui per aver commesso reati volti a intralciare il corso della giustizia. L’accusa sostiene che sua moglie abbia accettato al posto suo una riduzione dei punti sulla patente a causa di una multa per eccesso di velocità.

Huhne, 57 anni, è un ex giornalista e politico del partito liberaldemocratico, che fa parte della maggioranza del premier conservatore David Cameron. È stato parlamentare europeo tra il 1999 e il 2005, anno in cui è entrato nel parlamento inglese, eletto nella circoscrizione di Eastleigh, nell’Hampshire (Inghilterra meridionale). Era ministro dal 2010, e in passato si era candidato due volte, perdendo, alla guida del partito liberaldemocratico. Huhne si è dichiarato innocente e ha detto che si difenderà nel processo, che dovrebbe iniziare davanti a una corte di Westminster il prossimo 16 febbraio. Molto probabilmente ci sarà un piccolo rimpasto di governo, limitato alle posizioni che hanno i Lib Dem nel governo Cameron.

L’ex moglie di Huhne, Vicky Pryce (la coppia ha divorziato lo scorso anno) andrà a processo con lui. La vicenda risale al marzo del 2003 e molto probabilmente non sarebbe mai stata scoperta, se Pryce non avesse detto lo scorso anno al Sunday Times che suo marito, dal quale si era già separata, aveva chiesto a qualcuno “vicino a lui” di ricevere la riduzione nei punti al posto suo, in modo che l’uomo potesse evitare una sospensione della patente. La donna avrebbe quindi dichiarato alle autorità di essere stata alla guida della macchina di Huhne, per cui era stata registrata una violazione dei limiti di velocità. La polizia dell’Essex aveva aperto un’indagine, durata otto mesi, al termine della quale il Director of Public Prosecutions del Crown Prosecution Service (CPS, che rappresenta la pubblica accusa in cause penali in Inghilterra e Galles) Keir Starmer ha annunciato questa mattina in televisione che “ci sono prove sufficienti” per aprire un processo.

AP Photo / Akira Suemori

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