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  • Mercoledì 28 dicembre 2011

Una suoneria da talebano

Per superare i posti di blocco dei fondamentalisti, molti funzionari del governo tentano di mascherare i propri telefoni cellulari

Gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro di un terzo dei loro soldati dall’Afghanistan entro il prossimo settembre, ma negli ultimi mesi la sicurezza delle strade afghane è peggiorata decisamente. Persino nelle strade intorno a Kabul, oltre che nelle zone più remote del paese, è molto frequente imbattersi in posti di blocco improvvisati delle milizie talebane, che solitamente ispezionano i telefoni cellulari delle persone che fermano per controllare se hanno a che fare con gli occidentali o col governo Karzai, e per questa ragione molti afghani hanno cominciato a “mascherare” i loro telefoni cellulari così da sembrare sostenitore dei talebani. Lo racconta oggi il Wall Street Journal.

Alcuni negozianti vendono, per l’equivalente di circa 2 dollari, suonerie con canzoni che inneggiano all’insurrezione violenta e alla guerra santa religiosa, le uniche melodie (obbligatoriamente prive di accompagnamento musicale) permesse dai miliziani islamici fondamentalisti che hanno governato gran parte del paese dal 1996 al 2001. Durante l’Emirato Islamico dell’Afghanistan, come si chiamava il loro stato riconosciuto a livello internazionale da soli tre paesi (Pakistan, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti), la musica era vietata, dal pop indiano, molto diffuso nell’area, alla musica suonata ai matrimoni, così come gli strumenti musicali.

Anche chi non simpatizza per i talebani si attrezza per superare l’esame ai posti di blocco ed evitare che il proprio cellulare venga rotto o sequestrato, nella migliore delle ipotesi, quando non a essere interrogati a lungo sui motivi dei loro rapporti con il governo o con gli occidentali. Un funzionario del governo Karzai ha detto al Wall Street Journal che basta allontanarsi più di una cinquantina di chilometri da Kabul per essere sicuri di incontrare i talebani lungo la strada, e che lui stesso porta con sé due diverse schede SIM. Una ha i numeri di politici afghani, funzionari occidentali e membri dell’esercito, necessari per il suo lavoro, l’altra è “a prova di talebano”. Molte di queste SIM sono in lingua pashtun, quella parlata in prevalenza dal gruppo integralista.

L’articolo del Wall Street Journal presenta anche tre brevi estratti delle canzoni talebane, che si intitolano “Giorno del giudizio”, “Teenager” e “Attentatore suicida”. L’unico rumore che accompagna la voce (che ad ogni modo è modificata con diversi effetti sonori), in un caso, è il suono di armi automatiche. I testi sono violenti e crudi, come ad esempio, nella traduzione del Journal, “il tuo tenero corpo bianco è bruciato dal fuoco,/ martire!/ Oh Zar, quale oppressore ti ha sparato?”.

foto: DMITRY KOSTYUKOV/AFP/Getty Images