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  • mercoledì 14 Dicembre 2011

I due governi di Papua Nuova Guinea

Il paese ha due primi ministri più o meno regolarmente eletti, entrambi vogliono governare e c'è il pericolo di nuovi scontri

La Papua Nuova Guinea si ritrova improvvisamente con due primi ministri e due governi più o meno regolarmente eletti, che ora stanno inevitabilmente lottando per avere il potere tutto per sé. Ne parla il New York Times.

Tutto è iniziato lo scorso aprile, quando l’allora primo ministro Michael Somare, 75 anni, fu sottoposto a un intervento chirurgico che lo costrinse a restare in ospedale per alcuni mesi. Ad agosto il parlamento decise di assegnare il suo posto rimasto vacante a un’altra persona ed elesse come nuovo primo ministro il leader dell’opposizione Peter O’Niell. Ma in settembre Somare uscì effettivamente dall’ospedale e tornò in Parlamento a reclamare il suo posto, mentre il nuovo governo stava già approvando una legge che rendesse retroattivamente legale la sua sostituzione.

Lunedì la legge è stata approvata dal Parlamento, ma la Corte Costituzionale ha preso le parti di Somare e stabilito che la sua sostituzione non può essere considerata costituzionale. O’Niell a quel punto ha reagito subito rifiutandosi di dare le dimissioni e il paese si trova ora di fatto con due governi, uno costituzionalmente legittimo ma molto contestato a livello popolare perché accusato di corruzione, e l’altro apprezzato dalla popolazione ma di fatto illegale.

Da ieri la capitale Port Moresby è presidiata da forze della polizia e dell’esercito per paura che la tensione politica possa portare a breve a scontri per strada. La Papua Nuova Guinea è un paese di sette milioni di abitanti a nord dell’Australia e a est dell’Indonesia e ha una lunga storia di violenza politica. Una rivolta separatista nell’isola di Bougainville durò per circa un decennio negli anni Novanta facendo migliaia di morti. E alle elezioni del 2002, che furono vinte di nuovo da Somare, le violenze che seguirono uccisero più di dodici persone.

La decisione ora spetterà al governatore generale della Papua Nuova Guinea, un residuo istituzionale del colonialismo britannico. Il capo dello stato è infatti ancora la Regina Elisabetta, che incarica il governatore generale su proposta del Parlamento papuano. O’Niell ha cercato di recarsi nella residenza del governatore Michael Ogio lunedì sera, ma è stato fermato dalla polizia, che a sua volta sembra essere molto divisa al suo interno. «Ci sono due primi ministri, uno che sostiene di essere legittimato dal Parlamento e l’altro dalla Costituzione», ha commentato Jenny Hayward-Jones, esperto di politica internazionale al Lowy Institute di Sidney.