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  • mercoledì 14 Dicembre 2011

I coloni attaccano i militari israeliani

L'azione di un gruppo di coloni e attivisti di destra è stata respinta dai soldati, ma c'è grande preoccupazione per le nuove violenze nei territori contesi

Un gruppo di attivisti di destra e di coloni israeliani ha assaltato martedì scorso, 13 novembre, una base militare di Israele a Kedumin in Cisgiordania. Hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici e lanciato pietre contro i soldati israeliani e palestinesi che si trovavano nelle zona. I militari hanno respinto l’attacco e sono riusciti a far uscire il gruppo dalla base, ma sono stati necessari diversi minuti. Un comandante di brigata è stato ferito, lievemente, alla testa: il mezzo su cui si trovava è stato assaltato da alcuni violenti che hanno lanciato pietre nella sua direzione. È anche intervenuta la polizia, ma quando gli agenti sono arrivati il gruppo si era già disperso ed è stato possibile arrestare solamente due persone.

Attivisti e coloni protestano contro la decisione delle autorità di evacuare gli accampamenti non autorizzati in Cisgiordania. Secondo un portavoce dell’esercito israeliano, quello di ieri è stato uno dei peggiori attacchi condotti da questi gruppi di persone contro l’esercito. Il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha condannato l’episodio confermando che simili azioni non possono essere tollerate: «Cattureremo i responsabili di queste azioni e li porteremo a processo. Hanno messo in pericolo molte vite e le loro azioni rischiano di danneggiare i delicati rapporti di vicinanza di Israele».

Alcune ore prima dell’attacco alla base militare, un altro gruppo di attivisti di estrema destra aveva tagliato il filo spinato e occupato un edificio abbandonato lungo il confine con la Giordania. Protestavano contro le pressioni ricevute dal primo ministro Netanyahu da parte dei giordani, che chiedono a Israele di non ricostruire il ponte Mughrabi, l’unica via di accesso per i non musulmani verso la Spianata delle Moschee. Il timore è che la ricostruzione della struttura possa alimentare nuovamente il malcontento nella zona, dimostrando la volontà di Israele di avere un maggior controllo sui luoghi sacri per i musulmani.

Il governo ha condannato gli episodi delle ultime settimane, ma fino a ora non ha mostrato molta determinazione nei confronti degli attivisti. Secondo diversi osservatori, esercito e polizia intervengono con scarsa incisività in episodi simili per non irritare i coloni, che hanno una grande influenza sul governo. L’impressione è che i gruppi radicali possano agire sostanzialmente indisturbati e questo inquieta anche i palestinesi, che vedono legami tra gli attivisti e il governo. Il numero di attacchi da parte di coloni contro i palestinesi è aumentato notevolmente, dicono le Nazioni Unite, passando da 132 episodi nel 2009 a 377 casi nel 2011.

foto: l’arresto di un attivista di destra lo scorso giugno (AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)