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  • lunedì 12 Dicembre 2011

La guerra in Corea, sugli alberi di Natale

La Corea del Nord non vuole che la Corea del Sud li accenda nei paesi vicino al confine, perché sono "propaganda cristiana"

La Corea del Nord non vuole che la Corea del Sud addobbi alberi di Natale nei paesi vicini al suo confine. Domenica il regime di Pyongyang ha diffuso un comunicato in cui definiva l’iniziativa “un basso tentativo di guerra psicologica” che avrebbe avuto “pesanti conseguenze”. La Corea del Sud oggi ha fatto sapere che allestirà comunque tre torri di acciaio a forma di albero di Natale, nonostante le minacce.

L’anno scorso il governo di Seul illuminò per la prima volta dopo sette anni una torre a forma di albero di Natale alta 30 metri in un paese al confine. Lo stesso albero sarà acceso di nuovo quest’anno insieme ad altri due. Nel 2004 i due paesi rivali avevano firmato un accordo in cui la Corea del Sud si impegnava a rinunciare alle sue illuminazioni natalizie dopo che il governo di Pyongyang l’aveva accusata di farlo solo per cercare di diffondere il cristianesimo tra i suoi abitanti. L’anno scorso il grande l’albero di Natale della Corea del Sud, illuminato da migliaia di lampadine, era visibile anche dalla città di Kaesong, in Corea del Nord.