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  • domenica 11 Dicembre 2011

L’ex direttore di Oggi sulle foto di Villa Certosa

In un'intervista al Fatto a margine del processo milanese in cui è accusato di violazione della privacy da Silvio Berlusconi, Pino Belleri ha raccontato la sua versione dei concitati giorni delle foto di Zappadu

Il Fatto ha pubblicato oggi un’intervista all’ex direttore di Oggi Pino Belleri, sulla pubblicazione delle foto scattate dal fotografo Antonello Zappadu dentro Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, nel 2007. La questione è in questi giorni dibattuta al tribunale del Milano nel corso del processo nato dalla querela per violazione della privacy presentata da Berlusconi. Oggi pubblicò alcune foto ma poi il Garante della Privacy bloccò ulteriori pubblicazioni. Altre foto uscirono parzialmente oscurate su alcuni siti e giornali stranieri. Belleri racconta al Fatto alcune cose che aveva già detto, e altre, e accusa il Corriere della Sera di aver ignorato quel servizio (su Twitter l’allora vicedirettore Pigi Battista ha contestato questa versione).

“Fu il servizio più caro della mia vita. Quanto lo pagai? Tanto, in tutti i sensi. Non voglio fare il martire, ma gli scatti di Zappadu fecero tremare poltrone, consigli di amministrazione e famiglie. Che si ripercuotessero su di me, alla fine, era quasi inevitabile”. Aprile 2007. Santa Pasqua. Villa Certosa. Berlusconi è in compagnia di 5 ragazze. […] Prima di Ruby, D’Addario e Noemi Letizia arrivò la copertina di Oggi. Pino Belleri, direttore di allora (adesso consulente Rcs) titolò “L’harem di Berlusconi” e ironizzò sulle bagattelle. Per quei fotogrammi, con l’accusa di violazione della privacy, è a giudizio. Berlusconi ha deposto l’altroieri a Milano. Dell’anatomia del suo scoop: “Il più rilevante degli ultimi 4 decenni, al livello di Lady Diana. I Berlusconi sono stati la famiglia reale degli ultimi 20 anni”, Belleri ricorda tutto. Il prima e il dopo. Il volo e la caduta.

Cosa rimane oggi?
Il tempo rende tutto inutile. Sbiadisce il quadro. Lo relativizza.

Berlusconi si arrabbiò.
Moltissimo. Il materiale incrinò definitivamente un matrimonio già propenso al naufragio e giunse a neanche 2 mesi dalla lettera di sua moglie Veronica Lario a Repubblica. L’animatore del Family day, al centro di una sacra festa cattolica, impegnato a manipolare tette e a frugare tra le cosce non lasciò indifferenti.

Chi le portò le foto?
Zappadu. Saltai sulla sedia. Mi consultai con l’editore e poi decisi di procedere. Berlusconi e Bonaiuti inventarono balle incredibili. Dissero e fecero scrivere che ero il disgraziato direttore di un ‘pornosettimanale’ e a Villa Certosa era in corso solo un raduno di Forza Italia con i fidanzati delle delegate presenti.

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