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  • giovedì 8 Dicembre 2011

Mai insultare il re della Thailandia

Un cittadino statunitense di 55 anni è stato condannato al carcere per aver pubblicato brani di una biografia non autorizzata del re Bhumibol Adulyadej

Una corte penale di Bangkok ha condannato oggi a due anni e mezzo di carcere un cittadino statunitense di origini thailandesi, con l’accusa di aver diffamato il re della Thailandia Bhumibol Adulyadej, 84 anni, il monarca che regna da più tempo nel mondo.

Joe Gordon, 55 anni, è un venditore di auto usate del Colorado, ma nato in Thailandia. Durante il processo ha ammesso di essere colpevole del crimine di lesa maestà, fatto che gli ha permesso lo sconto di metà della pena sull’iniziale condanna a cinque anni di carcere. Gordon sarebbe stato colpevole di aver tradotto e messo su internet, diversi anni fa, brani di una celebre biografia non autorizzata di re Bhumibol uscita nel 2006, The King Never Smiles del giornalista statunitense Paul Handley. Gordon aveva pubblicato i brani sul suo blog mentre era negli Stati Uniti. A maggio, quando è andato in Thailandia per ricevere cure mediche, è stato arrestato. Dopo molti tentativi di uscire dal carcere su cauzione, che non sono andati a buon fine, Gordon ha deciso di dichiararsi colpevole.

Il suo avvocato ha detto che non intende presentare appello contro la sentenza, ma che tra un mese presenterà la domanda per ricevere l’amnistia dal re. Anche in passato cittadini stranieri sono stati condannati per lesa maestà, ma dopo un breve periodo in carcere sono stati solitamente amnistiati ed espulsi dal paese.

La Thailandia ha la legislazione più restrittiva del mondo per quanto riguarda la protezione della reputazione del re da reati simili alla diffamazione. Le autorità hanno approvato da poco una nuova legge, la Legge contro i crimini informatici, che aumenta i poteri delle forze dell’ordine nella ricerca di offese al sovrano attraverso internet o i telefoni cellulari. Negli ultimi anni, in corrispondenza con l’aumento dell’instabilità politica in Thailandia, gli arresti e le condanne per il crimine di lesa maestà sono aumentati moltissimo. I cittadini thailandesi rischiano condanne anche di molti anni. Le organizzazioni per i diritti umani dicono che la legislazione così restrittiva a protezione del sovrano è utilizzata dalle autorità come strumento per reprimere il dissenso e condannare gli oppositori politici.

foto: PAIROJ/AFP/Getty Images