I nuovi vitalizi dei parlamentari

Potrebbe essere la volta buona: Fini e Schifani hanno deciso che le pensioni di deputati e senatori dal 2012 saranno calcolate in base ai contributi versati

Per ora è solo una decisione presa e comunicata, e le norme devono ancora essere definite e attuate: ma i presidenti di Camera e Senato hanno convenuto ieri assieme al ministro del Welfare Fornero gli interventi sul sistema pensionistico privilegiato dei parlamentari che genera cospicui costi per lo Stato ed è stato sempre più criticato dagli elettori negli ultimi anni. I dettagli del progetto sono questi.

1. il nuovo sistema entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012, a differenza di quanto era stato annunciato nei giorni scorsi, e riguarderà anche i parlamentari attualmente in carica, “pro rata”, ovvero in proporzione al tempo su cui si attua, misto tra contributivo e retributivo.

2. il sistema di calcolo delle pensioni sarà contributivo, come per la generalità degli altri lavoratori. Finora era “retributivo”, ovvero basato su una percentuale variabile dell’indennità ricevuta e non sulla quota di contributi versati.

3. le nuove pensioni verranno ricevute dai deputati solo dopo il compimento dei 60 anni, e dei 65 se sono stati in carica per una sola legislatura. Queste soglie sono in realtà già in vigore dal 1997, ma non si applicavano sulle legislature precedenti a quella data e prevedevano la possibilità di essere anticipate in base al numero di legislature fatte (possibilità che ora sembrerebbe abolita, ma non è detto esplicitamente). Ci sarebbero almeno 200 ex parlamentari – scrive il Corriere della Sera – che ora dovrebbero aspettare quindi dieci anni in più del previsto (sempre il Corriere segnala il caso di Giovanna Melandri, che compirà 50 anni il 28 gennaio 2012, un mese dopo la decorrenza del nuovo sistema, e quello di Irene Pivetti, che li compirà nel 2013).

4. le norme saranno definite da un Consiglio di presidenza congiunto di Camera e Senato nelle prossime settimane.