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  • mercoledì 23 Novembre 2011

La legge bavaglio in Sudafrica

Si sta discutendo tra molte proteste una legge promossa dal governo che permetterebbe alle pubbliche amministrazioni di secretare qualsiasi documento

L’Assemblea Nazionale sudafricana, una delle due camere che compongono il parlamento del paese, ha approvato oggi con 229 voti a favore e 107 contrari (due astenuti) il Protection of Information Bill, un progetto di legge molto discusso che riguarda la protezione delle informazioni classificate dalle autorità come “segrete”. La legge deve ora essere approvata dal Consiglio Nazionale delle Province e poi nuovamente dall’Assemblea Nazionale, prima della firma del presidente della Repubblica. I passaggi parlamentari potrebbero essere completati già entro la fine dell’anno.

La legislazione precedente in materia era piuttosto repressiva e risaliva a quando nel paese era ancora valido il sistema di segregazione razziale noto come apartheid (abolito nel 1994) e la legge approvata oggi intende sostituirla. Era stata proposta per la prima volta dall’allora ministro dei Servizi Segreti Ronnie Kasrils, un importante esponente dell’African National Congress (il partito che governa il paese dal 1994) che aveva pensato una legge che garantisse protezione da eventuali repressioni per chi rivelasse segreti di Stato considerati di pubblico interesse. Secondo Kasrils, ministro dal 2004 al 2008, il suo testo è stato ritirato e riscritto da membri dell’ANC, che hanno annullato i suoi sforzi per salvaguardare la trasparenza e la libertà di espressione, introducendo misure ancora più restrittive della legislazione precedente. Secondo il settimanale sudafricano Mail & Guardian, la legge approvata ieri permetterebbe a tutte le organizzazioni amministrative statali, dai ministeri ai consigli comunali, di classificare qualsiasi documento come segreto, al di là del suo contenuto, e di imporre pene fino a 25 anni di carcere per chi ne rivelasse il contenuto.

La prima approvazione del progetto di legge è arrivata dopo mesi di polemiche da parte dei partiti di opposizione (che hanno dato voto contrario in Parlamento), dai mezzi di informazione e dalla società civile, che lo accusano di andare contro la libertà di informazione e di essere una minaccia per la democrazia. Centinaia di persone hanno manifestato contro la misura fuori dal Parlamento. Anche i premi Nobel Desmond Tutu e Nadime Gordimer si sono espressi contro la legge. I critici dicono in particolare che la legge dovrebbe prevedere esplicitamente che chi divulga informazioni riservate possa fare appello all’argomento che le informazioni erano di interesse pubblico.

Due mesi fa il partito di governo annunciò che avrebbe ritirato la proposta di legge e avrebbe avviato consultazioni pubbliche sui suoi punti più problematici, ma i mezzi di informazione e molte associazioni hanno detto che il processo di discussione pubblica della legge non è mai partito seriamente, e che il testo non è stato modificato. Al contrario, è stato inserito con scarso preavviso nel programma delle discussioni parlamentari, e diversi membri del governo hanno rilasciato dichiarazioni bellicose: l’attuale ministro della Sicurezza dello Stato (il nuovo nome assunto nel 2008 dal ministero dei Servizi Segreti) Siyabonga Cwele ha detto che i gruppi che si oppongono al Protection of Information Bill sono “emissari locali di spie straniere”.

foto: AP Photo/Schalk van Zuydam

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