• Mondo
  • Giovedì 3 novembre 2011

Ora Bangkok è un caso politico

Le nuove foto dalla capitale della Thailandia, sott'acqua da quasi due settimane: il governo di Yingluck Shinawatra è accusato di non avere saputo gestire l'emergenza

La primo ministro thailandese Yingluck Shinawatra presenterà a breve in Parlamento un piano per la ricostruzione delle aree della capitale Bangkok danneggiate dalle alluvioni. Il governo thailandese è stato molto criticato in questi giorni per la gestione dell’emergenza, e in questo momento i quartieri settentrionali della città sono ancora sott’acqua, per il quattordicesimo giorno consecutivo. Le alluvioni, le peggiori dal 1942, si devono alle piogge torrenziali e a un sistema di canali e dighe che evidentemente non ha funzionato a dovere (il fiume Chao Praya è esondato in alcuni tratti, peggiorando la situazione). Secondo molti Yingluck, insiediatasi appena tre mesi fa, si gioca molto della sua credibilità con la gestione dell’emergenza, che non riguarda solo Bangkok: ieri la banca centrale thailandese ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita economica del Paese per il 2011, da 4,1 a 2,6 per cento. Diversi deputati della maggioranza e dell’opposizione hanno criticato la sua leadership. Più volte, interpellati dalla stampa, i suoi ministri sono apparsi impreparati. Il 13 ottobre Yingluck aveva detto che Bangkok era al sicuro, protetta dagli argini. Due settimane dopo ha cambiato idea, dicendo che c’erano circa il 50 per cento di possibilità che la parte settentrionale della città potesse allagarsi e dando così il via all’assalto ai supermercati e alla fuga di molti residenti. Intanto da Bangkok continuano ad arrivare foto del genere. È così da 14 giorni.

Tutti gli articoli del Post sulle alluvioni in Thailandia