• Mondo
  • mercoledì 2 Novembre 2011

Bangkok, 13 giorni dopo

Le ultime foto dalla capitale thailandese: oggi il governo ha schierato la polizia a protezione delle dighe, che gli abitanti vogliono rompere

Il governatore di Bangkok, Sukhumbhand Paribatra, ha schierato la polizia a protezione della diga che protegge il centro della città, sede delle principali aziende ed edifici governativi, ancora all’asciutto. Ieri alcuni abitanti dei quartieri settentrionali, sommersi da giorni, avevano manifestato e danneggiato parte di una diga allo scopo di far defluire l’acqua, abbassando il livello nella loro zona di residenza. Una squadra di operai sta lavorando alla riparazione dell’argine. Dall’inizio delle grandi piogge l’acqua è arrivata in 63 delle 77 province thailandesi, uccidendo 427 persone. La banca centrale thailandese ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita economica del paese alla luce dell’alluvione, portandole dal 4,1 al 2,6 per cento. Ieri il governo thailandese ha fatto sapere che saranno necessari 45 giorni per pompare l’acqua fuori dai sette distretti di Bangkok allagati ormai da tredici giorni. Nelle ultime ore il livello dell’acqua è leggermente sceso ma non abbastanza da permettere agli abitanti di ricominciare una vita normale. Ogni giorno che passa, tra l’altro, peggiorano le condizioni dell’acqua, che si riempie di rifiuti e liquami e assume un odore sempre più sgradevole.

Tutti gli articoli del Post sulle alluvioni in Thailandia