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  • venerdì 14 Ottobre 2011

Gilad Shalit sarà libero martedì

Chi sono gli oltre mille prigionieri che Israele libererà nello scambio: non dovrebbe esserci Barghouti

Il soldato israeliano Gilad Shalit, rapito il 25 giugno 2006, sarà rilasciato molto probabilmente il prossimo martedì. Sono in corso comunicazioni molto fitte tra Israele e Hamas, con la mediazione dell’Egitto, per definire i dettagli dello scambio. L’annuncio del raggiungimento dell’accordo era stato fatto martedì 11 ottobre.

Secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz, al momento attuale i piani prevedono che Shalit sia portato dalla Striscia di Gaza nella penisola del Sinai, che appartiene all’Egitto, e di qui consegnato a funzionari israeliani a un posto di frontiera tra Egitto e Israele, probabilmente quello di Kerem Shalom. Shalit sarà portato in elicottero in una base dell’aviazione israeliana nel centro di Israele, dove sarà visitato dai medici e potrà incontrare i suoi genitori e i suoi fratelli.

Nel momento in cui Shalit raggiungerà il Sinai, Israele rilascerà tutte le 27 donne palestinesi detenute nelle sue carceri con accuse legate alla sicurezza nazionale. Quando Shalit rientrerà in Israele dall’Egitto saranno rilasciati oltre 450 prigionieri palestinesi per questioni di sicurezza, secondo una lista che è stata concordata tra Israele e Hamas. L’accordo prevede anche che Israele rilasci altri 550 prigionieri di sua scelta nei due mesi successivi alla liberazione di Shalit. Israele ha assicurato che anche gli ultimi 550 prigionieri saranno scelti tra detenuti per motivi di sicurezza e non per crimini comuni.

I prigionieri palestinesi
Quello previsto per il prossimo martedì è l’ottavo scambio di prigionieri accettato da Israele dal 1974. Mentre fino ad ora i cittadini israeliani rapiti si trovavano quasi sempre in Libano, quello di Shalit è il primo caso di un israeliano detenuto nel territorio palestinese, da un’organizzazione palestinese non in esilio.

Secondo l’organizzazione per i diritti umani israeliana B’Tselem, nelle carceri di Israele erano detenuti, ad agosto 2011, 5.204 palestinesi per crimini comuni o legati alla sicurezza. Di questi, 272 erano in carcere in “detenzione amministrativa”, uno strumento giuridico che risale al mandato britannico sulla Palestina e permette di tenere per molti mesi persone in carcere senza che contro di loro venga formulata un’accusa né si svolga un processo. 176 erano minorenni, dato che i regolamenti militari che Israele applica nei territori palestinesi considerano come “adulti” tutti i maggiori di 16 anni.

Tra i prigionieri che verranno rilasciati, secondo Haaretz, ci saranno 280 palestinesi condannati all’ergastolo, tra cui i condannati per l’attentato al ristorante Sbarro di Gerusalemme del 2001, che causò 15 morti e 130 feriti, per il rapimento di Nachshon Wachsman, il soldato israeliano rapito e ucciso durante un tentativo di salvataggio nel 1994, e per l’attacco all’autobus 405, che uccise 16 persone a Tel Aviv nel 1989. Alcuni dei più celebri detenuti palestinesi, tuttavia, non figurerebbero nella lista, tra cui Marwan Barghouti, il dirigente di Fatah arrestato nel 2002 e condannato a cinque ergastoli, e Ahmad Saadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), il secondo gruppo più ampio all’interno dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina dopo Fatah.

Prima del rilascio, i detenuti dovranno firmare una promessa di non ritornare a compiere o organizzare atti terroristici contro Israele.

Sostenitori di Hamas festeggiano il raggiungimento dell’accordo per lo scambio di prigionieri a Rafah, nella Striscia di Gaza.
(SAID KHATIB/AFP/Getty Images)