Anche Fitch taglia il rating dell’Italia

Da AA- ad A+, ormai facciamo la collezione

ARCHIV: Eine italienische Ein-Euro-Muenze steht in Berlin fuer eine Fotoillustration auf einem Tisch (Foto vom 07.10.11). Die Ratingagentur Fitch hat am Freitag (07.10.11) die Kreditwuerdigkeit Italiens herabgestuft. Als Begruendung wurden Versaeumnisse der Regierung im Umgang mit der Finanzkrise angefuehrt. (zu dapd-Text) Foto: Margarethe Wichert/dapd

ARCHIV: Eine italienische Ein-Euro-Muenze steht in Berlin fuer eine Fotoillustration auf einem Tisch (Foto vom 07.10.11). Die Ratingagentur Fitch hat am Freitag (07.10.11) die Kreditwuerdigkeit Italiens herabgestuft. Als Begruendung wurden Versaeumnisse der Regierung im Umgang mit der Finanzkrise angefuehrt. (zu dapd-Text) Foto: Margarethe Wichert/dapd

L’agenzia di rating Fitch ha deciso di abbassare la valutazione sul debito italiano, portandola da AA- ad A+. La previsione per il futuro (outlook) è stata portata a “negativo”.

La decisione di effettuare il cosiddetto downgrade è dovuta all’«intensificarsi della crisi della zona euro, che costituisce un significativo shock finanziario ed economico, che ha indebolito il profilo di rischio sovrano dell’Italia». Secondo Fitch, per dare una soluzione efficace alla crisi saranno necessari passaggi tecnici e politici molto complessi, che richiederanno tempo per essere messi in pratica e per riguadagnare la fiducia degli investitori.

L’agenzia di rating ricorda poi che la crisi ha avuto un impatto molto forte sulla stabilità finanziaria dell’Italia e sulla possibilità per la sua economia di crescere. Valutato il forte indebitamento del paese, l’Italia è quindi molto esposta alla difficile fase economica che sta interessando l’Europa. Gli analisti di Fitch definisco esitante l’azione del governo italiano, a tal punto da mettere a rischio la fiducia dei mercati nel paese.

Nel report da poco diffuso, l’agenzia di rating ritiene che ci siano comunque i margini per l’Italia per ridurre il debito pubblico rispetto al prodotto interno lordo. La progressiva riforma delle pensioni ha contribuito a ridurre la spesa pubblica per il lungo periodo e il livello di indebitamento del settore privato è ritenuto sostenibile.

Gli analisti di Fitch elencano poi una serie di debolezze strutturali che rendono più difficile la crescita come alto debito pubblico, tasse alte, un settore pubblico poco efficiente, il mercato del lavoro poco flessibile e la divisione in due tra nord e sud. Debolezze che richiedono riforme serie e rigorose, delle quali si parla da tempo ma senza azioni concrete, dice il rapporto.

Fitch è la terza agenzia a tagliare il rating sull’Italia. A settembre Standard & Poor’s portò il rating da A+ ad A, mentre martedì scorso Moody’s lo ha portato da Aa2 ad A2. L’agenzia di rating ha tagliato anche la valutazione sul debito della Spagna portandola da AA+ a AA-.