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  • lunedì 29 agosto 2011

Yoshihiko Noda è il prossimo premier del Giappone

L'ex ministro delle Finanze ha vinto le elezioni per la leadership del Partito Democratico e vuole alzare le tasse per ridurre il debito pubblico e finanziare la ricostruzione

Il ministro uscente delle Finanze, Yoshihiko Noda, è stato eletto nuovo leader del Partito Democratico Giapponese. L’elezione interna al partito era stata indetta la scorsa settimana in seguito alla decisione del primo ministro Naoto Kan di dimettersi, insieme a tutti i componenti del suo consiglio dei ministri. Noda assumerà nelle prossime ore l’incarico di formare un nuovo governo, il sesto negli ultimi cinque anni della turbolenta vicenda politica del Giappone.

I candidati alla leadership del partito erano almeno cinque, ma dopo la prima votazione è diventato chiaro che il confronto era tra due soli candidati: Noda e l’ex ministro del Commercio Banri Kaieda. Noda ha ottenuto 215 voti e probabilmente il Partito Democratico Giapponese sfrutterà la propria maggioranza alla Camera già domani per farlo eleggere come successore di Kan.

Yoshihiko Noda ha 54 anni ed è stato tra i principali sostenitori di un nuovo piano di imposizioni fiscali per il paese per ridurre il suo enorme debito pubblico. Gli analisti politici confidano in una sua leadership abbastanza forte da poter sostenere le riforme sul piano fiscale di cui il Giappone ha bisogno. Il compito di Noda non sarà semplice: il paese ha smesso di crescere a causa della forte crisi economica e il terremoto dello scorso marzo ha fiaccato ulteriormente l’economia, rendendo necessario il reperimento di nuovi fondi per fronteggiare la ricostruzione di ampie aree del territorio.

Noda ha assunto l’incarico di ministro delle Finanze nel giugno del 2010, dopo aver lavorato come viceministro nel medesimo ministero a partire dall’autunno del 2009. È stato eletto per cinque legislature alla Camera bassa del Parlamento e ha una laurea in economia. Nel tempo libero pratica le arti marziali.

Nel corso del dibattito prima delle votazioni, Noda ha riconosciuto l’impegno del proprio predecessore e ha chiesto di dar seguito alle riforme che aveva con fatica avviato. L’obiettivo è alzare le tasse per ottenere nuovi fondi. Le autorità del paese prevedono 248 miliardi di dollari di spesa nei prossimi cinque anni per ricostruire le aree distrutte dal terremoto e dallo tsunami, che ha ucciso almeno 16mila persone nel nord-est del paese. Per farlo Noda avrà bisogno del pieno sostegno del proprio partito e di una maggiore unità interna, alla quale ha detto di voler da subito lavorare.

I giapponesi vivono con sfiducia questo nuovo passaggio delle vicende politiche nel paese. Secondo gli ultimi sondaggi, il Partito Democratico Giapponese ha il sostegno del 21 per cento degli elettori, mentre il Partito Liberal Democratico, che ha guidato il paese per decenni, è fermo al 23 per cento. Il restante 46 per cento dice di non sostenere nessuno dei due partiti.

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