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Ogni cosa è illuminata, coi LED

L'Economist spiega come il ricorso di massa ai LED cambierà il mercato delle lampadine (e le nostre vite)

Entri in una stanza al buio, premi il dito sull’interruttore, la corrente elettrica arriva alla lampadina, passa nel filamento, lo rende incandescente e in un attimo tutto è illuminato. Il semplice gesto di accendere una lampadina si ripete ogni secondo per migliaia di volte in tutto il mondo, ma è un’operazione cui siamo talmente abituati da non rendercene più conto. Così come non ci accorgiamo che buona parte dei soldi che spendiamo per illuminare casa finiscono sprecati, perché come dice la parola una lampadina a “incandescenza” produce sostanzialmente calore e solo per un decimo luce. L’unica alternativa è passare a sistemi di illuminazione diversi: le lampade fluorescenti, quelle che chiamiamo impropriamente al neon, sono ormai molto diffuse, ma secondo l’Economist la lampadina del nostro futuro prossimo sarà sicuramente fatta con i LED.

LED è l’abbreviazione di Light Emitting Diode, ovvero diodo ad emissione luminosa. Sono più efficienti delle lampadine a incandescenza e durano molto più a lungo. I primi LED furono realizzati all’inizio degli anni Sessanta, producevano solamente luce rossa e venivano utilizzati come indicatori nei circuiti elettronici. Negli anni seguenti le tecnologie si affinarono e furono creati LED in grado di produrre luce verde e blu, oltre a quella rossa. La combinazione di LED con questi tre colori rese possibile la produzione di qualsiasi altro colore e negli ultimi anni sono state prodotte anche alcune versioni di LED in grado di emettere luce bianca, rendendo ancora più probabile il loro impiego per l’illuminazione degli ambienti.

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I LED sono ampiamente utilizzati negli schermi dei nostri telefoni cellulari, nei monitor dei computer e nei televisori. Secondo una recente ricerca di mercato, nel 2020 potrebbero da soli costituire il 59 per cento dell’intero mercato dell’illuminazione, un passo avanti notevole se si pensa che nel 2010 erano al 10 per cento. I ricavi nel mercato dei LED saranno pari a 110 miliardi di euro, messi insieme principalmente grazie all’illuminazione nelle case dei privati e a quella pubblica, che costituiranno i tre quarti del mercato.

Il passaggio verso i LED è già in corso ed è indotto principalmente dalle nuove leggi per il settore, dal miglioramento delle tecnologie e dalla possibilità per i consumatori di risparmiare sulla bolletta energetica. Si stima che circa la metà delle lampadine usate ora nel mondo siano a incandescenza e nell’ultimo secolo questo tipo di fonte di luce è cambiato ben poco. Un quarto dell’energia elettrica prodotta nel mondo viene consumata dalle lampadine a incandescenza, che come abbiamo visto sono poco efficienti dal punto di vista energetico. Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone e l’Unione Europea hanno adottato nuove leggi e direttive per disfarsi delle lampadine a incandescenza e adottare quelle a basso consumo.

Quelle a fluorescenza sono un buon rimpiazzo per le vecchie lampadine, ma faticano ad affermarsi nelle abitazioni perché impiegano molto tempo prima di raggiungere la piena luminosità e fanno una luce più fredda e meno naturale, se confrontata a quella cui siamo abituati da anni delle lampadine a incandescenza. Le lampadine a fluorescenza contengono poi alcune sostanze chimiche pericolose per l’ambiente come il mercurio. I LED, invece, inquinano di meno, usano un quinto dell’energia elettrica che consuma una lampadina a incandescenza e possono durare tra le 20 e le 50 volte in più.

Per il momento i LED faticano ad affermarsi perché molto costosi. Una lampadina costituita da un insieme di LED che produce l’equivalente di una lampadina da 60 watt può costare più di 25 euro, almeno dieci volte tanto rispetto alle lampadine a incandescenza. I prezzi stanno però scendendo rapidamente grazie ai nuovi sistemi di produzione e si stima che in una decina di anni le fonti di luce a LED possano arrivare a costare un decimo di quanto costano oggi.

Per Philips, Osram (Siemens) e GE Lighting, i tre principali produttori di lampadine al mondo, la transizione verso i nuovi sistemi non sarà comunque semplice e c’è il timore che possa portare a meno introiti. Le tre società confidano di realizzare lampadine efficienti e affidabili, tali da indurre i clienti a cambiare le loro vecchie lampadine a incandescenza o fluorescenti da subito e non quando saranno fulminate. Le previsioni degli analisti portano comunque ottimismo: nel 2010 il mercato dell’illuminazione aveva un valore di 69 miliardi di dollari e si stima che entro dieci anni crescerà del 60 per cento, anche grazie al fatto che le lampadine LED saranno più costose (e dureranno comunque di più). Il mercato si espanderà anche grazie ai paesi emergenti, che iniziano a consumare energia elettrica per illuminare le loro case.

Il rischio maggiore per i tre principali produttori di lampadine al mondo rimane la concorrenza delle società nel settore tecnologico, che nel corso degli anni si sono date da fare per registrare numerosi brevetti legati ai LED. Aziende come Samsung, LG, Toshiba, Panasonic e Sharp hanno iniziato a progettare e produrre lampadine a LED e potrebbero partire avvantaggiate sul fronte delle tecniche di produzione, lasciando meno spazio ai produttori tradizionali.