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  • martedì 16 agosto 2011

Il leader anticorruzione indiano è stato arrestato

Si chiama Anna Hazare, ha 73 anni e migliaia di sostenitori che oggi protestano per le strade

Aggiornamento delle 14:00
Più di 1400 persone sono state arrestate dalla polizia indiana durante le proteste di oggi contro l’arresto di Anna Hazare.

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L’attivista indiano Anna Hazare è stato arrestato dalla polizia a Nuova Dehli, in India. Hazare aveva minacciato di iniziare uno sciopero della fame a tempo indeterminato per chiedere l’approvazione di una legge più drastica contro la corruzione. Insieme ad Hazare sono stati arrestati suoi due sostenitori. La polizia ha confermato l’arresto ma non ha fornito ulteriori dettagli. Lunedì le autorità avevano negato ad Hazare il permesso di digiunare pubblicamente vicino a uno stadio di cricket perché non aveva rispettato alcune richieste, tra cui quella di terminare lo sciopero nel giro di tre giorni e di assicurare che non avrebbero partecipato all’incontro più di cinquemila persone.

Hazare ha detto ai suoi sostenitori che avrebbe continuato lo sciopero anche in carcere e li ha invitati a fare lo stesso, pur correndo il rischio di venire imprigionati: «Andare in carcere per il proprio paese non è un crimine – ha detto – è una medaglia».

Hazare ha 73 anni e negli ultimi tempi è diventato il simbolo della lotta contro la corruzione nel paese. Lo scorso aprile aveva iniziato uno sciopero della fame per chiedere la creazione di un comitato congiunto dei rappresentanti del governo e della società civile con il compito di stilare la bozza di una legge per combattere efficacemente la corruzione nel paese. In poco tempo le sue richieste vennero appoggiate da migliaia di persone, di cui almeno 150 si unirono allo sciopero della fame. Molti leader spirituali, attivisti politici per i diritti umani e singoli cittadini – tra cui moltissimi giovani – hanno mostrato il loro sostegno ad Hazare con dichiarazioni pubbliche, attraverso i social network e una petizione online. La protesta, iniziata a Delhi, è diffusa in pochi giorni nelle altre città principali del paese tra cui Bangalore e Mumbai.

Dopo quattro giorni il governo ha accettato le richieste dei manifestanti e ha costituito un comitato composto da membri del governo e attivisti, tra cui lo stesso Hazare. La legge proposta dal comitato è stata approvata agli inizi di agosto ma Hazare e i suoi sostenitori l’hanno criticata accusando il governo di aver ignorato le richieste degli attivisti che volevano includere il primo ministro e la magistratura nella sfera di competenza dei sorveglianti anticorruzione. Hazare ha scritto una lettera al premier Manmohan Singh sottolineando che le persone non hanno fiducia in questo governo, chiedendo che la legge venisse allargata per colpire anche gli impiegati governativi e i servizi segreti e minacciando che se la legge non sarebbe stata rafforzata entro il 16 agosto avrebbe iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato. Nel giro di 24 ore migliaia di persone inviarono dei fax al governo per chiedere una legge più dura e migliaia di tassisti, vessati dalle forze dell’ordine, hanno scioperato per mostrare il loro appoggio a Hazare.

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