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  • martedì 21 giugno 2011

Via dall’Afghanistan

Domani il presidente Obama descriverà il suo piano per il ritiro dei soldati americani, scelto tra molti scenari possibili

Domani sera il presidente degli Stati Uniti terrà un discorso alla nazione durante il quale descriverà i tempi e i modi del ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Lo scorso anno, durante un analogo discorso all’accademia militare di West Point, Obama aveva promesso che l’inizio del ritiro sarebbe cominciato nel luglio del 2011.

In questo momento in Afghanistan ci sono circa 100.000 soldati statunitensi, 30.000 dei quali arrivati col surge del dicembre del 2009. Le opzioni sul tavolo per l’inizio del ritiro sono molte e diverse e vanno dalla cauta proposta del Pentagono di far ritirare quest’anno soltanto 5.000 soldati, a una più aggressiva volta a far tornare in patria nel giro di 12 mesi tutti i 30.000 soldati del surge. C’è poi una terza proposta, scrive il New York Times, secondo cui Obama dovrebbe annunciare il ritiro dei 30.000 soldati per il 2012 e lasciare poi ai leader dell’esercito decidere se e quando incrementare il numero di soldati che tornerà a casa.

Per il momento la soluzione più probabile sembra volta al ritiro di un piccolo numero di soldati durante quest’estate per arrivare al ritorno a casa di 30.000 soldati entro la fine del 2012. All’interno dell’amministrazione, il vicepresidente Biden è tra coloro che premono per un ritiro più incisivo. Il ministro della Difesa Gates invece ha un approccio più cauto. Obama ha discusso della questione giovedì scorso con il generale David Petraeus, il capo delle forze armate americane in Afghanistan.

La decisione è delicata anche per le sorti elettorali del presidente Obama, che durante la prima campagna elettorale si era impegnato a concludere sia la guerra in Iraq che quella in Afghanistan. Quella in Iraq si è avviata a conclusione l’estate scorsa, quando è stato ultimato il ritiro di tutte le truppe con mansioni da combattimento. Quella in Afghanistan dovrebbe avviarsi verso la fine il mese prossimo, mercoledì sapremo come.

foto: JIM WATSON/AFP/Getty Images

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