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  • martedì 7 giugno 2011

«La foto era mia, l’ho inviata io»

Il deputato americano Weiner ha ammesso di aver mandato la foto delle sue mutande a una studentessa

Il deputato statunitense Anthony D. Weiner, democratico, ha ammesso di avere scattato e inviato via Twitter la foto che lo aveva messo nei guai la settimana scorsa. Cinque giorni fa dal suo profilo era stata inviata la fotografia di un uomo in mutande, visibilmente eccitato, verso l’account di una studentessa del college Washington State, da tempo iscritta alla pagina del deputato. L’immagine e il messaggio erano stati rapidamente rimossi dallo staff di Weiner, ma il blogger conservatore Andrew Breitbart aveva fatto in tempo a farne una copia e a pubblicarla sul proprio sito Internet, trasformando l’episodio in un caso nazionale.

Sul momento e nei giorni successivi, Weiner aveva detto di non aver mai scattato quella fotografia né di averla inviata su Twitter, e quindi di aver subito un sabotaggio da parte di qualche utente malintenzionato che avrebbe ottenuto illegalmente l’accesso al suo profilo. Più volte però era sembrato incerto e ambiguo, rispondendo ai giornalisti: una volta aveva detto di “trovare la foto in qualche modo familiare”, altre volte si era rifiutato di escludere che fosse lui l’uomo ritratto nella fotografia. Nel frattempo il blogger conservatore Andrew Breitbart aveva pubblicato la testimonianza di una ragazza che diceva di aver ricevuto diverse foto “personali” di Weiner, e ne aveva pubblicate alcune che ritraevano inequivocabilmente il deputato. Ieri Weiner ha ammesso tutto.

Nel corso di una conferenza stampa, Weiner ha detto di essere l’uomo ritratto nella foto e di aver mandato lui il tweet alla studentessa. Weiner ha ammesso inoltre di avere avuto scambi e relazioni online “inappropriate” con almeno sei donne. “Negli ultimi anni sono stato coinvolto in diverse conversazioni inappropriate su Twitter, su Facebook via email e occasionalmente anche al telefono, con donne conosciute online. So che la prima domanda che vorrete farmi è: perché? La risposta è che non lo so, non so che cosa avessi in testa”.

Weiner è sposato con Huma Abedin, storica assistente di Hillary Clinton: entrambi sono amici di famiglia dei Clinton ed è stato proprio l’ex presidente a celebrare il loro matrimonio. Weiner ha detto di dovere a sua moglie proprio le scuse più profonde e sincere – “Ne abbiamo passate tante, passeremo anche questa” – e ha detto che lei era già a conoscenza di alcune delle sue relazioni inappropriate. Pur ammettendo le sue responsabilità, il deputato ha sottolineato più volte di non avere mai avuto contatti che non fossero a distanza, con le donne in questione. Noto per la sua oratoria brillante e appassionata, Weiner ha parlato con la voce traballante e praticamente per mezz’ora, andando molto oltre la stringata durata di questo genere di conferenze stampa. “Come se rispondere alle domande gli fosse in qualche modo terapeutico”, scrive il New York Times.

Anthony Weiner ha 46 anni e fino a ieri era considerato uno dei favoriti alla successione a Mike Bloomberg a sindaco di New York. Ieri Weiner ha detto di non avere intenzione di dimettersi da deputato, visto che non ha infranto le regole della Camera. Il capo dei democratici alla Camera, Nancy Pelosi, ha chiesto un’inchiesta sull’etica riguardo il suo comportamento e si è detta “profondamente delusa e rattristata”. Lo scorso febbraio un altro deputato, in quel caso Repubblicano, si era dimesso perché aveva inviato una propria foto a torso nudo a una donna conosciuta su Craigslist, dicendole di non essere sposato.

foto: Andrew Burton/Getty Images

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